Roma Capitale, il delitto di via Poma diventa un film tra le polemiche

Esattamente 21 anni dopo l’uccisione di Simonetta Cesaroni, il regista Roberto Faenza, ha dato il via alle riprese della miniserie che andrà in onda su Canale 5 nel 2012: “Il delitto di via Poma”. Ma già prima del set, la polemica si è fatta incandescente dopo l’avvertimento dei legali di Raniero Busco (fidanzato della vittima al tempo dell’omicidio e condannato in primo grado a 24 anni di carcere) che hanno dichiarato “impediremo la messa in onda” e dopo la diffida legale giunta sabato alla produzione della fiction, “Taodue” da parte dell’amministratore del condominio di via Poma 2 che rende impossibili le riprese interne al condominio. “Per quanto riguarda, le riprese all’interno abbiamo trovato un condominio simile. Finiamo il 15 settembre, ma quello che è accaduto è sconcertante. È davvero da terzo mondo – rincara la dose Faenza – che un magistrato, che dovrebbe essere interessato alla ricerca della verità, si opponga al fatto che la gente cerchi di dare un contributo in questo senso. Resto sgomento”. Quanto all’avvertimento dei legali del fidanzato di Simonetta Cesaroni, Faenza, osserva: “Non so proprio come possa Busco impedirci la messa in onda. Tra l’altro noi non siamo nè colpevolisti, nè innocentisti. Raccontiamo solo una storia di malagiustizia. Come poteva Busco essere innocente 20 anni e oggi essere colpevole? E poi come si fa ad aspettare 20 anni per cercare i colpevoli? Senza contare – aggiunge il regista – che i reperti medici sono proprio discutibili”. Il finale, anticipa il regista, resterà aperto, “anche se ci saranno due colpi di scena”.

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