Omicidio Agresta, dopo un mese tanti gli interrogativi e vivo il ricordo

Ha bussato alla porta dei carabinieri di Gioia Tauro per confessare il suo terribile segreto: “ho appena litigato con la mia figlia naturale per motivi economici e l’ho uccisa. Il corpo è nella pineta di Palmi”. Poche parole che hanno ghiacciato il sangue nelle vene del carabiniere che ha raccolto la prima confessione. A pronunciarle un noto imprenditore della Piana di Gioia Tauro, Giovanni Ruggiero, di 83 anni, titolare di un’azienda che vende gas. In mezzo ai rovi, nella pineta di Sant’Elia di Palmi, i carabinieri hanno trovato il corpo senza vita di Francesca Agresta, una studentessa di 24 anni, nata da una relazione extraconiugale dell’uomo. Diversi i fendenti sferrati che hanno raggiunto la giovane al volto ed alla gola. Uno l’ha colpita ad un braccio, segno di un estremo tentativo di difesa della donna. A scatenare la furia dell’anziano, conosciuto in città anche perchè padre di Vincenzo, candidato sconfitto al primo turno a sindaco di Gioia Tauro nelle elezioni dello scorso anno ed in passato assessore nello stesso Comune ed alla Provincia di Reggio Calabria, le richieste economiche della figlia che non aveva voluto riconoscere e che aveva preso il cognome, Agresta, del marito della madre Rosalba Veneziano, morto anni fa. Ma anche come si scoprirà più tardi un movente sessuale con abusi ripetuti nei confronti della ragazza. Era il 2 luglio di questo anno. A distanza di un mese e giorni Gioia Tauro ancora si interroga, vuole sapere tutta la verità su questo orribile omicidio che ha scosso, diviso, devastato la laboriosa comunità gioiese. Un altro angelo volato via. Un altro angelo da ricordare…

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