Gioia Tauro, i portuali vanno alla conta e la politica sonnecchia…

Saranno i lavoratori, con il loro voto, a sancire se la bozza d’intesa sottoscritta ieri dai sindacati (tranne il Sul) con la Mct sugli esuberi e le modalità di applicazione della cassa integrazione potrà avere valore di accordo formale. I dipendenti del porto di Gioia Tauro in Calabra avranno tutta la giornata di domani per recarsi nella mensa aziendale e votare nel referendum indetto da Cgil, Cisl, Uil ed Ugl. Nell’attesa le attività dello scalo restano bloccate. Il voto sarà articolato sui quattro turni di lavoro. Il seggio resterà aperto dalle ore 06:00 alle ore 09:00, dalle ore 12:00 alle ore 14:30, dalle ore 18:00 alle ore 20:00 e da mezzanotte alle ore 02:00. Il risultato finale, dunque, si saprà solo sabato mattina. Per domattina, intanto, è fissata la riunione in Regione, a Catanzaro, con la vice presidente della Giunta Antonella Stasi, il presidente dell’Autorità portuale Giovanni Grimaldi, sindacati ed Azienda. Un appuntamento che giunge nel bel mezzo delle operazioni di voto. Tappa propedeutica al referendum è stata l’assemblea che si é svolta stamani e nel corso della quale i sindacalisti hanno illustrato i termini dell’accordo, a cominciare dalla novità più evidente, vale a dire la scomparsa del punto sul raggiungimento dell’obiettivo di 30 container movimentati ogni ora dagli operatori dei piazzali (gruisti e carrellisti). Su questo l’Azienda ha fatto un passo indietro, ma nell’ipotesi d’accordo è stato comunque concordato che pur non essendoci un limite prefissato le performance dovranno comunque essere adeguate alle esigenze di mercato. Sull’alternanza terra-mezzi, invece, le parti hanno concordato che i carrellisti (il lavoro più stressante) staranno sui mezzi per il 75% del turno di lavoro e per il restante 25% svolgeranno altre mansioni a terra. L’importanza dell’accordo è stata sottolineata dal segretario generale della Fit-Cisl, Annibale Fiorenza, secondo il quale l’intesa “ha raggiunto il principale obiettivo che era quello di mantenere tutti i lavoratori nel ciclo produttivo, costringendo l’azienda ad applicare il meccanismo della rotazione”. E mentre si discute e si cerca una soluzione per l’applicazione della cassa integrazione, la parlamentare di FLI Angela Napoli ha criticato aspramente il Governo dicendo di trovare “inconcepibile ed esecrabile” il comportamento dell’esecutivo rispetto alla crisi che sta investendo il Porto di Gioia Tauro. “Nonostante il compiacimento del Governatore della Calabria circa l’individuazione degli interventi strategici inseriti nel Piano per il Sud – ha aggiunto la parlamentare – mi duole far notare che proprio in quel piano non c’é traccia del porto di Gioia Tauro”. Intanto, nell’attesa di conoscere l’esito del referendum tra i lavoratori, il presidente dell’Autorità portuale di Gioia Tauro, Giovanni Grimaldi, ha ricevuto il commissario dell’Agenzia di sviluppo industriale di Reggio Calabria, Giuseppe Sergi. Un incontro che, a detta delle parti, è servito a gettare le basi “per una fattiva e costante interazione tra i due Enti, chiamati alla gestione dello sviluppo dell’area portuale e retro portuale” ed a guardare, in prospettiva, agli interventi infrastrutturali strategici in programma, “al fine di garantire la necessaria crescita del porto e dell’area che lo ospita”.

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