Sel, Pd, Fds ed Idv, a palazzo Minoriti in lotta per l’Università

Giolì Vindigni – Segretario Provinciale Sinistra Ecologia Libertà; Pierpaolo Montalto – Segretario Provinciale Rifondazione Comunista – Federazione della Sinistra; Luca Spataro – Segretario Provinciale Partito Democratico; Silvio Di Napoli – Segretario Provinciale Italia dei Valori e Salvo La Rosa – Segretario Provinciale Partito dei Comunisti Italiani – Federazione della Sinistra. Sono gli esponenti politici che domani terranno alle ore 11:00 a Palazzo Minoriti, una conferenza stampa per porre al centro la questione Università a Catania. “L’Università degli Studi di Catania- spiegano i segretari provinciali Giolì Vindigni (Sel), Luca Spadaro (Pd), Pierpaolo Montalto Fds  (Rifondazione Comunista) e Comunisti italiani (Salvo La Rosa ), Silvio Di Napoli (Idv) – vive oggi una pesante condizione di restrizione del dibattito democratico interno e della sua proiezione pubblica. Di tale situazione si registrano, ormai da tempo, vari segnali: dalla impossibilità di costruire relazioni sindacali fisiologiche e corrette al disconoscimento di singole vertenze. A queste si aggiungono vere e proprie situazioni di criticità come quelle che hanno indotto gli assegnisti di ricerca o i ricercatori, ad adire le vie legali per il riconoscimento di elementari diritti, nonché la difficoltà di costruire un dibattito ampio su temi vitali, quali lo Statuto universitario o la complessa situazione finanziaria, fino  alla chiusura di alcune voci importanti dell’informazione universitaria e cittadina quali, prima, Radio Zammù ,ed ora, Step1.E’ grave- continuano- la chiusura di Step1, in coincidenza con il dibattito sullo Statuto e per strumentali ragioni tecniche, quali l’esistenza di barriere architettoniche nell’aula utilizzata dalla redazione, barriere che sussistono da anni nella Facoltà di Lingue cui è storicamente legata, così come nel resto della struttura del Monastero dei Benedettini. E’ inoltre preoccupante l’atteggiamento riservato dal Rettore e dal direttore amministrativo nei confronti della Facoltà di Lingue, oggetto di un’azione di intimidazione e di indebita pressione, che si è spinta fino all’avvio di alcuni provvedimenti disciplinari, in particolare dopo la scelta, legittima e costituzionalmente garantita, della Facoltà stessa di proporre ricorso al Tar per questioni connesse. Per tali ragioni- concludono- riteniamo sia necessario che la comunità accademica non indulga in atti di autocensura e che la città tutta sia a conoscenza della situazione in cui versa l’Università di Catania. E’, infine, grave, perché confermato in pubbliche occasioni,  il costante impegno attivo e diretto nel mondo politico del Rettore Recca, comportamento in profonda contraddizione con quanto da Egli dichiarato al momento della sua elezione ed in contraddizione col principio di autonomia che regola la vita accademica. L’Università merita da subito un diverso dibattito interno ed una nuova capacità di apparire ed essere attiva rilanciando il suo ruolo all’interno della nostra comunità”.

 

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