Sara, anche una inchiesta per brogli si intreccia nel giallo di Avretrana

Avetrana di nuovo al centro della cronaca, ma questa volta per un scandalo politico che riguarderebbe la presunta compravendita di voti in occasione delle elezioni amministrative dello scorso maggio. Una scoperta fatta nel corso delle indagini sull’omicidio della piccola Sara Scazzi e che ora potrebbe portare all’apertura di un fascicolo di inchiesta da parte della Procura. A far scoprire i presunti brogli sono state, infatti, le cimici che gli inquirenti di Taranto avevano disseminato in tutto il paese per cercare di scoprire qualcosa di più sull’omicidio della ragazzina. E così tra le tante conversazione intercettate anche quella tra due donne che dopo essersi scambiate qualche opinione sulla tragica vicenda di Sara hanno iniziato a parlare di politica. “Mio marito sta girando per il fatto dei voti, mi ha detto pure a me se sono di destra o di sinistra” dice una delle due all’altra, lasciando presagire la possibilità di guadagnare soldi in cambio di voti alle elezioni che si sarebbero svolte da lì a poco. “Io non sono di niente” risponde l’amica, mentre la prima insiste: “Ah! No, casomai, ha detto mio marito, stanno dando soldi, stanno dando”. Le intercettazioni sono ora in mano alla Procura di Taranto che deciderà sul da farsi. Per quanto riguardo l’omicidio delle piccola Sara, invece, nuovi guai per Michele Misseri che dovrà cercarsi un nuovo avvocato dopo che Francesco De Cristofaro ha rinunciato a fargli da difensore. Il legale del Foro di Roma, infatti, ha rinunciato all’incarico dopo che il suo nome è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di infedele patrocinio.

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