La tenuta della maggioranza ed il toto ministri nell’incontro Berlusconi Napolitano

Un faccia a faccia a cui ha partecipato anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Tacciono i diretti protagonisti ma non è difficile immaginare che, al centro del colloquio, ci sia stata la situazione economica. Nell’incontro tra Berlusconi e Napolitano trattata la questione strettamente politica: la successione di Angelino Alfano, che lascerà il ministero della Giustizia, per assumere a tempo pieno il ruolo di segretario del PdL. Il Guardasigilli dovrebbe dimettersi a breve ma il nome del suo successore ancora non c’è. La rosa sembra restringersi a tre candidature: il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, quello degli Esteri Franco Frattini e il presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera Donato Bruno. Altra questione aperta è la possibile sostituzione del ministro dell’Agricoltura, Saverio Romano, sul quale pende la richiesta di rinvio a giudizio per concorso in associazione mafiosa. Ma non solo il toto Ministri, anche le nubi sulla maggioranza. Non è più un mistero che i parlamentari (e gli amministratori) che si riconoscono nelle posizioni del ministro dell’Interno Roberto Maroni non ne possono più dei problemi di Berlusconi e dei suoi parlamentari. Intanto L’inchiesta sulla P4 continua ad avere ripercussioni anche al ministero dell’Economia. Manuela Bravi non è più capoufficio stampa del tesoro e portavoce del ministro Giulio Tremonti. Era stata ascoltata dai magistrati napoletani che indagano sulla vicenda in cui è coinvolto l’ex consigliere politico del ministro e deputato del PdL Marco Milanese.

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