Devozione popolare alla Madonna del Carmine a San Costantino di Briatico in uno studio di Agostino Vallone

Non è casuale la data del conseguimento della Laurea in Medicina e Chirurgia di Agostino Vallone. Era un 16 luglio di venticinque anni fa ed era festa quel giorno, anche allora come oggi, della Madonna del Monte Carmelo. Tra il bravo dottore di San Costantino di Briatico e la Madonna del Carmine vi è un legame profondo, da sempre una speciale e forte devozione, un sentire che lo ha portato, negli anni, ad approfondirne la conoscenza.  Ed oggi, per questa speciale occasione del suo 25°, Agostino Vallone (già assessore alla Cultura del Comune di Briatico) ha voluto curare, per la parrocchia di San Costantino di Briatico, un lavoro di ricerca sulle “origini della devozione  alla B.V.M. del Monte Carmelo”, con alcune inedite considerazioni, a margine e a conclusione. Il lavoro affronta le tematiche inerenti il culto in San Costantino di Briatico che è legato, in particolare, all’esperienza di due concittadini miracolati per intervento della Vergine Maria. La storia riguarda tutto il XX secolo e le informazioni sono raccolte in un libro di Giuseppe Garrì. “In onore della Madonna del Carmine,  a San Costantino, racconta Agostino Vallone, vi è la Cappella costruita per voto, nel 1908, da Giuseppe Costanzo con l’obolo dei fedeli con una statua della Madonna posta all’interno della Cappella.“Costanzo (Peppi ‘u Pulitu) era un contadino di modeste condizioni. Nacque a Zambrone nel 1867 da una famiglia di contadini e nel 1890 sposò Anna Mazzitelli di San Costantino, dove si trasferì e trascorse il resto della sua vita. Emigrò in America alla fine del 1800 in cerca di fortuna. Ammalatosi gravemente, fece voto alla Madonna del Carmine che, se fosse guarito, le avrebbe eretta una Cappella. Guarì e mantenne il voto. Ma non disponendo del denaro necessario, si dedicò per anni alla questua. Al tempo del raccolto girava per le campagne, anche di paesi distanti, e raccoglieva ogni genere di prodotti che i contadini gli davano generosamente: covoni di grano, legumi, olio, ecc. La costruzione divenne luogo di culto e di devozione da parte di tutta la popolazione, che ogni anno celebrava la festa il 16 luglio di ogni anno. Dopo aver accantonato consistenti risorse finanziarie, gli balenò l’idea di costruire una chiesa molto più grande in onore sempre della Madonna de Carmine. I lavori iniziarono verso il 1920, la chiesa fu aperta al culto nel 1940. La storia della Cappella continua grazie all’intervento di un’altra persona devota della Madonna del Carmine: Domenico Lo Iacono che durante la campagna di Russia si era votato alla Madonna per scampare da una morte quasi certa. Così negli anni settanta restaurò la Cappella, fece trasferire la statua della Madonna in essa, e dedicò il resto della sua vita ad abbellirla e a custodirla con grande devozione”. Attualmente la custodia della Cappella è affidata alla signora Maria Lo Iacono, figlia di Domenico. È lei che il 16 di luglio di ogni anno organizza la festa in onore della Madonna del Monte Carmelo. Sono momenti di grande religiosità. Uomini e donne fanno a gara per portare a spalla la statua della Madonna.

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