Manduria, il dramma dell’accampamento immigrati con il caldo micidiale!

Al vaglio l’ipotesi – annunciata dagli assessori regionali, Fabiano Amati e Nicola Fratoianni – del trasferimento dei profughi nella ex base Usaf di San Vito dei Normanni, un’area di 160 ettari, con 260 immobili: una vera e propria città dismessa ormai dal 1984 (dopo che i militari Usa l’hanno abbandonata e ceduta al governo italiano, simbolicamente per 1 dollaro). La richiesta è contenuta in un atto ufficiale “del presidente Vendola che ieri ha scritto al prefetto Franco Gabrielli, capo Dipartimento della Protezione civile nazionale, per manifestare la disponibilità della Puglia a valutare l’ipotesi di utilizzo della ex base di San Vito dei Normanni”. L’ipotesi di smantellare il campo al confine tra i comuni di Manduria e Oria è maturata dopo l’ennesima verifica delle codnizionidel campo da parte dello stesso Amati e ieri del presidente della Provincia di Brindisi, Ferrarese, secondo il quale “le condizioni di vita nel campo sono allucinanti”. I responsabili del campo sostengono che le tende dispongono di aria condizionata, ma la circostanza non sembra trovare conferma nei giudizi di Ferrarese che ieri non ha esistato a definirlo “un lager”. Ai 500 profughi già presneti, ieri mattina si ne sono aggiunti altri 950 extracomunitari provenienti da Lampedusa. Tra questi “tantissimi bambini, molti dei quali in tenera età “costretti prima a soffrire il freddo e gli effetti della pioggia, oggi a fronteggiare un caldo insopportabile”. Molti tuttavia già nelle prossime ore verranno trasferiti altrove.

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