Il PdL voterà il taglio degli stipendi dei politici?

È in corso infatti all’interno del PdL una raccolta delle firme per protestare contro la manovra da domani al voto del Senato (al momento sarebbero circa un’ottantina). “Fino a quando non verrà tolta la norma che abolisce gli ordini professionali, noi il testo – assicura un avvocato del PdL – non lo voteremo mai dovesse anche cadere Tremonti”. Un’altra norma contro la quale si stanno alzando le barricate tra i berlusconiani è quella che renderebbe incompatibile l’incarico di parlamentare con quello di sindaco o di presidente di provincia. Solo alla Camera gli interessati sarebbero 9 presidenti di provincia e 6 sindaci. “E state pur certi – si assicura ancora nel PdL – che anche quella norma deve saltare se vogliono che votiamo la manovra”. “Esprimiamo una forte preoccupazione per il contenuto della manovra finanziaria che tratta della liberalizzazione delle professioni, in quanto l’eventuale attuazione comporterebbe automaticamente la distruzione del sistema di cassa degli ordini” affermano in una nota congiunta gli onorevoli Mancuso, Marsiglio, Rampelli, Ghiglia e Barani del PdL. “Al di là del disagio che questo comporterebbe – aggiungono -, si avrebbero effetti negativi immediati perché verrebbe a saltare il meccanismo fondamentale di alimentazione delle casse degli ordini e ci troveremmo ad avere 1,6 milioni di professionisti costretti a bussare alle casse dello Stato”. A preoccupare molti parlamentari del PdL è poi anche un emendamento firmato dai capigruppo dell’opposizione al Senato che tra l’altro prevede l’equiparazione degli stipendi di deputati e senatori a quelli di pari grado in Europa e cambiamenti nel sistema dei vitalizi. Per quanto riguarda quest’ultimo tema l’emendamento specifica: “Gli uffici di presidenza delle due Camere adottano sistemi previdenziali basati sul metodo di calcolo contributivo, prevedendo requisiti anagrafici e contributivi per l’accesso ai trattamenti corrispondenti a quelli applicati ai lavoratori dipendenti, ai sensi della disciplina pensionistica vigente”. L’emendamento è firmato da Pd, Idv e Udc.

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