Proposta di legge di iniziativa popolare per abolire le Province

Tonino Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, rilancia sull’abolizione delle Province. Ecco il testo integrale pervenuto al giornale. “Una manovra di lacrime e sangue che colpisce le fasce più deboli della popolazione, i pensionati, i malati, i giovani precari, i disabili e lesiona irrimediabilmente lo stato sociale, togliendo la speranza di un futuro dignitoso al nostro Paese. A fronte di tutto questo, la casta dei palazzi continua ad autoalimentarsi, e così la nostra proposta di abolire le province, con un risparmio di 14 miliardi di euro, è stata bocciata sonoramente da uno schieramento trasversale di illusionisti che in campagna elettorale avevano propinato ai loro elettori ricette miracolistiche sui tagli alla politica. Ma l’Italia dei Valori non si arrende e rispondendo ai tantissimi cittadini, che in questi giorni hanno inondato di e-mail il mio blog e il nostro sito, e ai tanti organi di stampa e del web, mette in campo alcune proposte articolate sull’eliminazione dei privilegi della casta e dei suoi costi. Infatti, ci stiamo già attivando per dare il via ad una raccolta di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare, puntando a raccogliere ben più di 50.000 firme, per l’abolizione delle province. Inoltre, promuoveremo una serie di referendum articolati per l’abbattimento dei costi della politica. In fondo queste proposte sono state già presentate da IdV in Parlamento con la richiesta esplicita al Governo di accoglierle in sostituzione di quei tagli fatti sulle spalle della povera gente. Ma tutto tace. Abbiamo chiesto e continueremo a chiedere: l’eliminazione dei vitalizi per i parlamentari e i tagli dei rimborsi elettorali in sostituzione dell’eliminazione dell’aumento dell’età pensionabile delle donne; la riduzione delle auto e dei voli blu in cambio della soppressione dell’aumento dei bolli per conti e depositi bancari; l’accorpamento dei comuni in cambio della cancellazione dei ticket sanitari e del ripristino dell’indicizzazione delle pensioni; il blocco delle consulenze inutili, la soppressione degli enti inutili e dei consigli d’amministrazione in sostituzione dell’eliminazione del blocco degli stipendi del pubblico impiego e della riduzione del numero dei docenti e degli insegnanti di sostegno. Noi dell’Italia dei Valori non ci fermeremo, convinti della bontà della nostra scelta. Esiamo certi che non resteremo isolati nel Paese, così come purtroppo siamo isolati nel palazzo”.

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