Spilinga, Giuseppe Ferraro tenta di baciare una donna minacciandola con un fucile

L’incredibile vicenda si è verificata a Spilinga nel Vibonese. L’uomo è stato scoperto ed arrestato dai carabinieri. Giuseppe Ferraro, di 43 anni, di Spilinga, barista, è accusato di violenza sessuale, minaccia grave mediante uso delle armi e porto abusivo di armi. L’uomo, la notte scorsa, si è presentato a casa di una badante romena di 30 anni e dopo averla minacciata con un fucile detenuto legalmente, ha tentato di immobilizzarla per baciarla. La donna è però riuscita a divincolarsi e fuggire, barricandosi in casa. L’aggressore è fuggito in auto, ma è stato rintracciato poco dopo dai carabinieri di Spilinga che hanno anche recuperato l’arma.

Un pensiero riguardo “Spilinga, Giuseppe Ferraro tenta di baciare una donna minacciandola con un fucile

  • 8 luglio 2011 in 22:09
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    Queste notizie provocano sempre rabbia e dolore. Quello della violenza sulle donne è un argomento che spesso apre i titoli dei giornali, è un problema che esiste da sempre e che purtroppo torna costantemente alla ribalta. Dare voce a questi episodi è molto importante perchè l’esposizione sui media sensibilizza l’opinione pubblica e dovrebbe orientare anche le leggi del governo. Non risparmia nessuna nazione o paese, industrializzato o in via di sviluppo che sia, non conosce nemmeno differenze socio-culturali, vittime ed aggressori appartengono a tutte le classi sociali. Si tratta di un fenomeno allarmante ed in continua crescita. Perche’ gli uomini scelgono di violare le donne? Gli stupratori sono spesso descritti come uomini incapaci di controllare i loro “naturali” impulsi sessuali. Ma altrettanto spesso, purtroppo, si getta il biasimo sulla persona che e’ stata violata per aver “incitato” o creato un’”opportunità” a cui l’uomo non ha potuto “resistere”. O si può considerare la violenza sessuale come un’altra forma di violenza interpersonale? Ma mentre alcuni uomini e ragazzi stuprano, altri non lo fanno e non lo farebbero mai. E’ una questione di cultura e di rispetto verso le donne. L’argomento degli abusi verso il sesso femminine, è sempre stato, ed è, un tema molto delicato e allarmante, un argomento abbastanza difficile da trattare, e molto spesso ritenuto, qualcosa di “natura personale”. Ed è per questo motivo che, quando se ne parla, si ha sempre il timore di violare l’intimità e la riservatezza della persona che ha subito violenza. Alcuni ritengono ingiusto, non corretto, divulgare un fatto di violenza, in rispetto della personale reputazione della vittima e della sua famiglia. E, anche se non viene denunciato apertamente il nome della persona aggredita, l’identità della vittima è comunque sempre messa a repentaglio e spesso “etichettata” dalla piccola cerchia di persone, che sa. Al contrario, altri sostengono, ed io fra questi, che sia molto importante rendere noto questo tipo di notizie; proprio per sensibilizzare la gente, per far conoscere, far sapere, far capire, diffondere e comunicare queste cose importanti e allo stesso tempo tanto orribili, ma che purtroppo accadono. E’ importante quindi far saper che la violenza, lo stupro, gli abusi, siano sempre e comunque fatti personali, che toccano, turbano la dignità della vittima e penso che sia giusto diffondere questo tipo di notizie, solo dove, nel leggerle, ci sia il desiderio di cambiare e di sensibilizzare le singole persone che si trovano di fronte a questi delitti. Quindi è molto importante parlare degli abusi ma sempre nel rispetto delle vittime! E’ altresì importante dare visibilità e sostegno alle associazioni e alle strutture in grado di fornire supporto e assistenza alle donne vittime di violenza. Queste donne vanno ascoltate, consigliate, incoraggiate ad reinserirsi nel mondo che le circonda. Certo non è facile. I loro nomi, le loro storie resteranno come memorie, la prova di una verità odiosa, crudele. La vicenda di Spilinga purtroppo non sarà l’ultima. E’una storia che appare ancora più inquietante considerato il fatto che la vittima è una ragazza rumena, venuta nel nostro paese a lavorare e dopo essersi ritrovata in un ambiente nuovo che non era il suo, con una lingua che non era la sua, ha dovuto anche subire l’umiliazione della violenza. Ma è importante anche per chi ha subito violenza di tornare ad una immagine “nuova” dell’umanità, non necessariamente violenta. Mi piace concludere questo mio commento con una citazione di Kofi Annan, Segretario Generale delle Nazioni Unite: “La violenza contro le donne è forse la violazione dei diritti umani più vergognosa. Essa non conosce confini né geografia, cultura o ricchezza. Fin tanto che continuerà, non potremo pretendere di aver compiuto dei reali progressi verso l’uguaglianza, lo sviluppo e la pace.”

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