Il Governo taglia anche sulla sicurezza dei soldati all’estero

Trovata l’intesa con la Lega, il governo procede sulla strada voluta dal Pdl e dal presidente della Repubblica. In consiglio dei ministri è stato infatti approvato il decreto per il rifinanziamento delle missioni militari italiane all’Estero. E la Lega annuncia il possibile ritiro di un migliaio di uomini delle missioni. Ma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano frena: “No a decisioni o ritiri unilaterali”. Perché ogni scelta deve essere “condivisa con gli alleati”. Prima delle riunione, presieduta dal premier Silvio Berlusconi, i ministri leghisti Roberto Maroni e Roberto Calderoli avevano continuato a contestare l’inopportunità di discutere oggi del provvedimento, ribadendo il concetto già espresso mercoledì in una lettera a Palazzo Chigi e poi in un vertice con il ministro della Difesa Ignazio La Russa ed il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. Nella riunione tuttavia poi è stata raggiunta l’intesa – riferiscono fonti di governo. Dopo un lungo incontro a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio , con i ministri La Russa, Calderoli, Frattini, Maroni, Tremonti ed il sottosegretario Letta è stato deciso che l’importo sarà di circa 700 milioni di euro comprensivo degli ulteriori tre mesi di impegno in Libia. I tagli sono stati invece di circa 200 milioni. Previste anche alcune riduzioni di personale militare: in Libano ci saranno 600 soldati in meno. “Dei 9950 militari attualmente impegnati, 2078 uomini rientreranno a casa entro fine anno” annuncia il ministro della Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, in conferenza stampa a Palazzo Chigi. In particolare in Libano ci saranno 600 soldati in meno. Calderoli ha spiegato che “mille uomini rientreranno entro il 30 settembre 2011, mentre gli altri 1.078 entro il 31 dicembre 2011”. Il ministro delle Riforme Umberto Bossi rivendica la posizione del Carroccio: “Gli americani si sono accorti che la democrazia non si può esportare con la forza. Il mondo sta cambiando e noi siamo stati attenti e abbiamo chiesto di cambiare”. Ma Giorgio Napolitano frena questa ipotesi: “No a decisioni o ritiri unilaterali: Toghether out or toghether in”. Insomma bisognerà attendere.

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