Petilia Policastro, operazione anti droga nella Sila

Un’articolata rete di spacciatori di droga che operava nei territori della presila e della Sila crotonese e’ stata smantellata dai carabinieri della compagnia di Petilia Policastro che all’alba di oggi hanno notificato 18 ordinanze di custodia cautelare ad altrettante persone emesse dal giudice delle indagini preliminari Gloria Goriu su richiesta del procuratore della Repubblica di Crotone Raffaele Mazzotta. In particolare l’indagine ha preso le mosse dall’operazione “Mala Erba” che gia’ nel marzo scorso aveva portato all’arresto di 21 persone coinvolte in un traffico di sostanze stupefacenti nel comune di Cotronei: gli investigatori dell’Arma hanno approfondito una conversazione captata durante l’indagine a carico di uno dei soggetti coinvolti nell’operazione, il quale si lamentava del calo di “affari” nella zona per colpa dell’arrivo, nella localita’ turistica di Villaggio Palumbo, di un nuovo spacciatore. Dall’analisi delle conversazioni e grazie a numerosi servizi di pedinamento, e’ stata cosi’ individuata la nuova rete di spacciatori che operava principalmente tra i vicoli del centro storico di Mesoraca e appunto nella localita’ turistica di Villaggio Palumbo, nel comune di Cotronei. La rete era retta da Vincenzo Manfreda, cugino dell’omonimo Vincenzo Manfreda di 46 anni, coinvolto nella precedente operazione ‘Mala Erba’, che a Villaggio Palumbo svolgeva un servizio di guardiania, e da Vincenzo Ruberto, operatore ecologico che svolgeva la sua attivita’ tra i vicoli del centro storico di Mesoraca, da cui il nome dato all’operazione di oggi. Gli angusti e stretti vicoli di Mesoraca, infatti, erano ritenuti un dedalo di protezione da occhi indiscreti per gli illeciti traffici. La marijuana spacciata era coltivata in zona, mentre la cocaina proveniva essenzialmente dalla provincia di Reggio Calabria, hanno spiegato gli investigatori in una conferenza stampa alla quale hanno preso parte il procuratore della Repubblica di Crotone Raffaele Mazzotta, il comandante provinciale dell’Arma, colonnello Francesco Iacono, e il capitano della compagnia di Petilia Policastro, capitano Giuorgio Mazzoli. Nel corso delle indagini e’ stata accertata anche la cessione di una pistola da parte di uno degli arrestati, Pietro Brizzi, in cambio di cocaina. All’uomo viene contestata anche la detenzione di armi. Inoltre, gli investigatori stanno facendo accertamenti su una mitraglietta della quale si fa cenno nelle intercettazioni e che sarebbe stata in possesso degli indagati.

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