Don Vattiata resiste per una Calabria LIBERA

L’esclation criminale nel Vibonese ha toccato il suo apice nel fine settimana. Tre attentati incendiari: l’attentato al parroco di Pannaconi, frazione di Cessaniti, don Tonino Vattiata esponente di Libera; il danneggiamento alla Opel Corsa di Pino Vita, capogruppo del Pd in consiglio comunale e l’incendio dell’Audi A1 di Marika Aiello, in via Palach, (figlia dell’ex assessore Carmelo Aiello). Il caso più eclatante quello di don Tonino. In queste ore sono migliaia i messaggi di solidarietà giunti al prete coraggio, espressione di una Calabria migliore. Solo su Laprimapagina.it sono stati in oltre 2 mila a leggere la notizia, a decine a commentarla, in oltre 500 a farla “passare” sui social network. Mons. Giuseppe Fiorillo, parroco del Duomo di San Leoluca e coordinatore provinciale di Libera rileva come “il nostro territorio è quotidianamente violentato da attentati. Esprimo una condanna forte e severa contro un episodio che reputo vigliacco. Mi auguro che al più presto le forze dell’ordine riescano ad individuare gli autori di questo gesto”. Ancora più dura Giovanna Fronte, anche lei componente del coordinamento provinciale di Libera e nostra redattrice. “Se dovessimo utilizzare delle frasi di rito dovremmo dire che l’attentato incendiario commesso ai danni di don Tonino Vattiata ci lascia senza parole. In realtà non è così perché ha innescato in noi una miccia esplosiva ad alto potenziale che fa urlare a gran voce: Adesso basta! La solidarietà e la vicinanza che possiamo esprimere a don Tonino in questo momento non può limitarsi ad essere solo una generica proclamazione ma una vera e propria scossa alle nostre coscienze perché è questo ciò che don Tonino ha sempre chiesto alla gente, nella consapevolezza che il cambiamento che sogniamo cominci da noi. È giunto il tempo di decidere veramente da che parte stare senza se e senza ma, cosa vogliamo fare del nostro territorio, cosa vogliamo fare dei nostri figli e fino a che punto siamo disposti ad accettare supinamente ciò che sta succedendo ormai da un lungo periodo. Soprattutto non possiamo rischiare di restare assuefatti da questa criminalità pervasiva e non indignarci più di fronte a fatti criminali”. Lia Staropoli, del movimento antimafia Ammazzateci Tutti rivela l’amarezza condivisibile. “Siamo profondamente amareggiati per quanto accaduto a don Tonino Vattiata. Del vile gesto sono responsabili anche tutti i cittadini che non si indignano, che non denunciano, che per mezzo dell’omertà e del consenso sociale, consegnano ogni giorno nelle mani della ‘ndrangheta quelle poche persone che hanno il coraggio di vivere secondo i principi della legalità e della Fede». Solidarietà a don Vattiata anche da parte di Nello Ruello, responsabile nazionale della sezione antiracket di Riferimenti: “Un attentato di fronte al quale non si può continuare a stare a guardare. Le parole e gli attestati di solidarietà qui non bastano più. È il momento di chiedere interventi concreti al Governo”. E a tal proposito rimane in piedi l’idea di realizzare una raccolta popolare per ricomprare in tempo brevissimo l’auto di don Tonino per dare un segnale forte, concreto e tangibile.

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