Roma, risolto il giallo della Tuscolana arrestato l’assassino

Uccisa dal fidanzato 24enne della nipote lo scorso 7 giugno e ritrovata senza vita nella vasca del suo appartamento con un laccio al collo in via Marco Fulvio Nobiliore, in zona Tuscolana. E’ stata fatta giustizia per la signora 75enne barbaramente assassinata. Colpevole un giovane imprenditore arrestato dagli agenti della squadra mobile della questura di Roma. Aveva tentato di eliminare il corpo in vari modi, anche sciogliendolo nell’acido. Inizialmente si era pensato a un caso di suicidio. Il presunto assassino ha detto di essere stato ”guidato dalle voci” per compiere il delitto perché “un chip controllava la mia mente”. A firmare il provvedimento di fermo di indiziato di delitto è stato il sostituto procuratore della Repubblica di Roma, Andrea Mosca, coordinato dal procuratore capo Giovanni Ferrara. Ad incastrare il 24enne, S.S., sono state le immagini dell’impianto di videosorveglianza che la 75enne, vedova di un carabiniere e molto attenta alla sicurezza, aveva fatto installare nell’abitazione e hanno registrato il massacro, durato mezz’ora. L’assassino, il 7 giugno scorso, giorno del suo compleanno, ha bussato alla porta della donna con un pacco contenente una tanica riempita dell’acido. Appena entrato le ha sferrato un pugno, l’anziana è caduta in terra, l’ha presa ancora a calci ed è saltato sul suo corpo, provocando un’emorragia interna causata dalla frattura di una costola. L’ha trascinata in bagno e sistemata nella vasca, le ha legato un laccio al collo tentando di simulare goffamente un suicidio e, dopo aver indossato un mefisto, ha gettato l’acido nella vasca. Poi ha aperto i rubinetti del gas e con della carta ha bruciato un sacchetto di plastica, prima di disseminare ovunque cuscini in terra lungo la stanza. Il giovane ha utilizzato un paio di guanti neri subito dopo aver colpito la donna e prima di uscire dall’abitazione. Il tutto è avvenuto in trenta minuti e l’allarme è stato dato in seguito dai vicini che in tarda serata hanno chiamato i vigili del fuoco per un incendio. Durante l’interrogatorio, S.S., l’imprendito accusato dell’omicidio pluriaggravato per motivi abietti e futili e premeditazione, ha farneticato di un chip nella sua testa. “Oggi esistono tecnologie in grado di manipolare la mente umana”, ha raccontato agli investigatori. Non ha negato le accuse, ma non ha neanche risposto alle domande degli inquirenti. L’uomo gestiva una società di servizi condominiali, non ha problemi economici e conduce una vita apparentemente normale. Sembra che il giorno precedente l’omicidio la vittima aveva chiesto informazioni a qualcuno per devolvere in eredità il proprio appartamento, quello dove è avvenuto l’omicidio, a una persona non ancora specificata. Fin dall’adolescenza è fidanzato con una sua coetanea, nipote della vittima, che non è stata ancora sentita perché sotto shock, ma sarà ascoltata nei prossimi giorni. Secondo quanto emerso dalle indagini svolte dalla squadra mobile di Roma, diretta da Vittorio Rizzi e coordinate dalla procura della Capitale, la donna non era in buoni rapporti con le due figlie e aveva pochi contatti anche con la nipote e il fidanzato. Il giovane era stato a casa dell’anziana qualche tempo fa per installarle il decoder, quindi, quando ha bussato alla porta, la donna gli ha aperto senza timore. Il 24enne rimane per circa 30 minuti davanti alla telecamera con il volto scoperto mentre massacra la vittima. Gli investigatori hanno a disposizione un girato di circa 90 giorni con le immagini riprese che potranno essere utili alle indagini per chiarire i contorni della vicenda.

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