La storia dell’anarchico Passannante diventa un film

Martedì 21 giugno alle ore 10:00 presso il Cinema Quattro Fontane a Roma è prevista la proiezione del film Passannante e a seguire la Conferenza Stampa di presentazione. Il film di Sergio Colabona vanta nel cast tra gli altri Fabio Troiano, Ulderico Pesce, Alberto Gimignani, Andrea Satta. Passannante ripercorre le vicende del cuoco anarchico che attentò alla vita di Umberto I con un coltellino. Un attentato dimostrativo che ebbe come risultato una pena ancor più dimostrativa. Condannato a morte, distrutta la casa, rinchiuse in manicomio la madre e la sorella, Passannante si vide poi commutare suo malgrado la pena in carcere a vita da scontare in una minuscola e buia cella sotto il livello del mare. In seguito, su interessamento di un parlamentare, da quella cella venne tirata fuori una larva d’uomo. Cieco e fuori di testa, venne rinchiuso in manicomio, dove morì poco dopo. La sua testa mozzata venne richiesta dal Lombroso, che isolò cervello e cranio per i suoi studi. Esposti poi al Museo Criminale di Roma, i resti di Passannante troveranno riposo nel paese natale, Savoia di Lucania, solo nel 2007 per il lungo e caparbio interessamento di tre idealisti, tre semplici cittadini che hanno incalzato per anni ben quattro ministri dell’Interno, fino ad ottenere, contro la stessa volontà del sindaco, la sepoltura di quei miseri resti, e di questa straordinaria vicenda racconta anche il film. L’uscita del film, distribuito da Emme Cinematografica, è prevista per il 25 giugno.

2 pensieri riguardo “La storia dell’anarchico Passannante diventa un film

  • 16 luglio 2011 in 17:51
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    La colpa di Maria Fiore madre 76enne e dei fratelli (tre sorelle e due fratelli) rinchiusi nel manicomio criminale di Aversa era quella di essere parenti del Passannante. I difensori a tutto tondo di Umberto I che storici “ciucci e venduti” appellano buono meriterebbero simile trattamento per loro o i loro familiari.

  • 16 luglio 2011 in 17:53
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    I parenti di Passannante non uscirono mai più dal manicomio di Aversa, vi morirono salvo un fratello, Pasquale che riuscì a fuggire.

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