Perugia, impegno per la prevenzione delle tossicodipendenze

Per la Regione Umbria la mortalità per overdose ha rappresentato e continua a rappresentare un problema di salute decisamente rilevante al quale si continua a  dedicare molta attenzione. Per tale ragione sono state individuate tutte le strade per poter riattivare al più presto, il progetto del Dipartimento per le Politiche Antidroga relativo alla prevenzione delle patologie correlate alle tossicodipendenze, confermando anche l’assegnazione del finanziamento da parte del Ministero alla nostra Regione”. E’ quanto precisa l’Assessorato regionale alla sanità in merito alle notizie riportate dalla stampa sulla mancata attivazione del progetto “Rilevazione Nazionale delle attività di prevenzione delle patologie correlate, di riduzione dei rischi e dei danni finalizzata all’analisi di fattibilità della definizione ed applicazione di Lea”, da parte della Regione. “L’iniziativa – ha precisato il direttore regionale Emilio Duca –  aveva una portata di carattere nazionale con ricadute operative solo nell’ambito della Asl 4 di Terni, tra l’altro con la compartecipazione finanziaria della Regione Umbria. Per la realizzazione piena del progetto era indispensabile il consenso e l’adesione delle altre Regioni italiane, e tale percorso è stato seguito sia informalmente che formalmente attraverso il Coordinamento Tecnico della Commissione Salute ed in particolare all’interno del Gruppo Tecnico delle Regioni e Province Autonome sulle dipendenze. In tale sede – precisa il direttore regionale –  sono state manifestate notevoli perplessità e avanzate numerose proposte di modifica sia sul piano metodologico, sia sui costi connessi alla concreta attuazione del progetto stesso. In particolare si chiedeva la piena responsabilizzazione delle Regioni sui criteri di adesione e l’effettiva partecipazione delle  stesse alla cabina di regia del progetto”. “Tali proposte – precisa  non sono state recepite dal Dipartimento  che ha rigettato i molteplici tentativi di mediazione da parte della Regione Umbria, inserendo in maniera unilaterale, senza averlo preventivamente concordato, l’obiettivo della “promozione e realizzazione di azioni ed interventi concreti e permanenti di prevenzione delle patologie correlate nei Dipartimenti delle Dipendenze” che, pur essendo pienamente condiviso dalla Regione Umbria in linea di principio, avrebbe preteso a maggior ragione il pieno coinvolgimento e la piena adesione delle Regioni italiane, non potendo la Regione Umbria intervenire sugli ambiti decisionali, operativi ed organizzativi di altre Regioni”. Di conseguenza, la Regione Umbria si è trovata, nell’impossibilità  di ratificare formalmente la nuova versione del progetto esecutivo, unilateralmente modificata, che scadeva perentoriamente entro il 31 gennaio 2011. “Della problematica la Regione Umbria ha investito la Commissione Salute che, nella riunione del 4 maggio, ha ribadito la volontà di realizzare il progetto rimodulato secondo le indicazioni formulate dalle Regioni, confermando l’Umbria nel ruolo di capofila. Subito dopo la riunione, l’Umbria e il Veneto, in rappresentanza della Commissione Salute, hanno incontrato il Direttore Generale del Dipartimento che ha assicurato la riapertura del progetto, confermando l’assegnazione del finanziamento alla nostra Regione”. Il direttore regionale precisa anche che rispetto al complesso fenomeno della mortalità per overdose, sono state attivate risposte sia regionali, sia a livello di ciascuna Asl, con il coinvolgimento dei Servizi dedicati alle dipendenze – come i Dipartimenti Dipendenze, i Sert, i Centri a Bassa Soglia, Unità di Strada, Centri di Accoglienza Diurni, le strutture residenziali – e dei servizi attivati nell’ambito del privato sociale, nel contesto di una rete d’intervento più ampia rappresentata da altri Servizi Sanitari – Sistema dell’urgenza-emergenza 118 -, dai Servizi Sociali dei Comuni, dalle istituzioni impegnate a vario titolo nel settore, dalle associazioni del volontariato. In merito alla prevenzione la Regione, accanto a progetti di sensibilizzazione e di promozione culturale, destinati soprattutto all’ambiente scolastico, ha previsto l’attivazione di percorsi di “prevenzione selettiva” destinata a target specifici, esposti a fattori di rischio, quali la disgregazione familiare o comunque situazioni di disagio all’interno della famiglia, il fallimento scolastico, l’emarginazione o la mancata inclusione sociale, i comportamenti devianti, che rappresentano l’area di intervento meno presidiata e che richiede oltre ad un adeguamento delle risorse e delle competenze, una maggiore sinergia ed integrazione interistituzionale.

9 su 10 da parte di 34 recensori Perugia, impegno per la prevenzione delle tossicodipendenze Perugia, impegno per la prevenzione delle tossicodipendenze ultima modifica: 2011-05-18T17:31:13+00:00 da Redazione
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