Regione e Governo nemici del Porto di Gioia Tauro

“Da tempo, ormai, continuiamo a ripetere che il porto di Gioia Tauro rischia di non essere più attrattivo per le grandi linee di navigazione.  Questo dato di fatto, nei fatti, va ben oltre la paura per la cassa integrazione”. Lo sostengono in una nota congiunta al giornale il segretario Filt Cgil Domenico Laganà  ed il collega del comprensoriale di Gioia Tauro Antonino Calogero. “Alla base di questa anticamera d’agonia vi sono molteplici cause di ragione economica, dovute alla grave crisi che si sta vivendo; ma, soprattutto oggi, il grande “nemico” del porto e del suo futuro sembra essere  il Governo Nazionale con  la complicità supina della Regione Calabria. Non è più rinviabile un confronto serio e concreto, da tempo auspicato dalla Cgil e dalla Filt, per individuare soluzioni che servano a superare l’attuale momento di difficoltà ed aggredire il mercato globale con idee innovative che sfruttino tutta l’area portuale.  L’hub gioiese, fino a poco tempo fa, era considerato il fiore all’occhiello dell’economia calabrese e non puoi più rischiare di vivere negli “aurei” comunicati  stampa e nelle sfarzose conferenze della Regione Calabria che annuncia piogge di investimenti milionari sul Porto ed il retroporto. Di tutte queste promesse nemmeno l’ombra, anzi aumentano i numeri della crisi e le richieste di ammortizzatori per l’indotto. E’ stato solo grazie alla recente firma dell’accordo regionale di proroga degli ammortizzatori che si è scongiurata la tragedia sociale. Non è più tempo di attesa, ci vogliono atti concreti e nella  riunione del Comitato Portuale, prevista per il giorno 20 maggio p.v., la Regione deve proporre un vero e proprio piano di intervento per il rilancio dello scalo gioiese che contenga misure strutturali destinate a favorire  la polifunzionalità, la crescita della logistica e la nascita di insediamenti produttivi di profilo distrettuale.  Nella stessa sede anche gli operatori economici, gli imprenditori ed i terminalisti devono dare alla causa in essere un valido contributo per la crescita presentando piani di sviluppo sinergici. Ci mortifica e ci indigna la sfacciataggine che  Tremonti ha avuto nel dichiarare che non conosce le problematiche del Porto di Gioia Tauro! La riunione in sede di Comitato Portuale non può non tenere in considerazione anche le mere dichiarazioni del Ministro del Tesoro; bisogna assolutamente invertire la tendenza poiché non possiamo subire le provocazioni come se il Governo centrale non sapesse nulla di ciò che accade al Sud. Inoltre, le riunioni tenutesi a Roma da parte dei rappresentanti del Governo Regionale, se non finalizzate in sede di Comitato Portuale, rischiano di essere solo una farsa. I proclami degli esponenti politici calabresi che si ostinano ad essere ottimisti dinanzi ad un Governo, ostaggio della lega , che investe e punta a rafforzare solo le aree del nord del paese sono solo dichiarazioni senza concretezza. Per la straordinarietà del momento e per la posta in gioco è opportuno che nella riunione del 20 maggio il Presidente Scopelliti rappresenti  la Regione in prima persona, accettando il confronto e soprattutto impegnandosi direttamente. In occasione di tale riunione si invitano tutti i lavoratori, liberi dal servizio, a partecipare attivamente al sit in che si terrà dinanzi la sede del Comitato Portuale. La Cgil e la Filt terranno, a fine riunione, una conferenza stampa presso la propria sede, sita in via Bellini n. 48”.

Pasquale Patamia

 

9 su 10 da parte di 34 recensori Regione e Governo nemici del Porto di Gioia Tauro Regione e Governo nemici del Porto di Gioia Tauro ultima modifica: 2011-05-17T16:19:13+00:00 da Redazione
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