Più o meno

1946 003“se possiedi un’anima

non tradisci o umilii un’amicizia

perché poi ti affosserà! “

( vincenzo calafiore)

Più volte ritorno su quei temi che più mi stanno a cuore, lo faccio forse anche per ricordarlo a me oltre che a chi mi legge, perché questi diventino memoria è una specie di semina nelle nuove generazioni di determinati “ valori “ che non andrebbero mai dimenticati.

La televisione con la sua illusione di immediatezza, distanzia, ci imprigiona nella nostra indifferenza; le cosiddette storie raccontate dalla televisione soddisfano l’insaziabile fame di aneddoti e ci offrono modalità di comprensione che si elidono a vicenda, rafforzato dalla pratica di interruzione con la pubblicità le narrazioni stesse.

Tali storie affermano in maniera implicita l’idea che tutte le storie siano rilevanti o interessanti e senza fine o che se si interrompono, ciò non accade perché si siano concluse, ma perché sono state spodestate da una storia più recente, più sensazionale.

Così accade con le amicizie, con gli affetti, va a finire che in noi si accumulino un numero illimitato di storie inconcluse più o meno rassomigliante alla nostra vita.

A mancare in queste “ narrazioni” sono l’etica e la moralità, quindi quotidianamente assistiamo a lezioni di amoralità e distacco antitetica.

Ad esempio ora a qualsiasi ora si accenda la televisione ci viene offerto in primo piano il dramma o la drammaticità del sisma recente che ha colpito il centro Italia, lunghissime e interminabili dirette in cui si assiste a uno spettacolo drammatico di vite spezzate, di storie finite, di memoria perduta e mentre si sta comodamente seduti a sorseggiare un caffè, o si sta consumando un pasto ed è come assistere a una storia che “ momentaneamente” ci commuove, ci allontana da altri temi, da altre storie, sospesi in una specie di limbo.

Mi pare tanto che così accada in maniera quasi simile con le amicizie che finiscono non solo per determinati motivi, ma anche per la mancata etica oltre dall’essere soppiantate da altre nuove.

C’è sempre una componente etica che va perduta o ripristinata se c’è ancora interesse e non sta nella contrapposizione di una verità alla falsità, sta nel modello di completezza, di intensità, di illuminazione che è l’opposto del modello di ottusità, di incomprensione, di passivo sgomento,e conseguente ottundimento dei sentimenti, offerto dall’abbondanza di storie inconcluse.

Viviamo in una forma estrema di un “ tutto” svilita e non vera, una verità che chi a queste cose pensa e guarda è costretto a sopprimere in nome di un modello etico di comprensione; vale a dire, la consapevolezza che tratto distintivo del nostro universo è che molte cose accadono nello stesso tempo ( ma il tempo esiste perché le cose non succedano tutte allo stesso tempo, lo spazio esiste perché non succedano tutte a te).

Ricordare una storia vuole dire: questa è una storia importante.

Ricordare un’amicizia vuole dire: questa è un’amicizia importante.

Vuole dire anche ridurre l’estensione e la simultaneità del “ tutto” a qualcosa di lineare, a un tragitto da compiersi assieme, a un amore che duri, a un’amicizia che sia amicizia.

Essere un individuo morale significa prestare, essere obbligato a prestare, un certo tipo di attenzione, riguardo a esprimere giudizi morali.

Quando esprimiamo un giudizio morale, non stiamo semplicemente affermando che una cosa è migliore di un’altra. Stiamo affermando, ancora in modo più fondatamente, che una cosa è più importante di un’altra.

Ordiniamo la vertiginosa estensione e la simultaneità del tutto, a costo di ignorare o voltare le spalle a gran parte di ciò che sta in noi.

La natura dei giudizi morali o del pregiudizio, dipendono dalla nostra capacità di prestare attenzione, una capacità inevitabilmente limitata! , i cui limiti si potrebbero pero forzare, pensare che dietro quel “tutto” ci sono delle persone, che vengono offese e umiliate, osannate, adorate, amate.

Ma forse il primo passo verso la “ saggezza” e l’umiltà sta nel rassegnarsi ad accettare l’idea, la devastante idea della simultaneità di ogni cosa, e della incapacità della nostra comprensione morale.

Pensare che esistono e ci sono amicizie più importanti di un amore e certi amori balneari più importanti di un’amicizia tralasciata per un niente, per un giudizio o un pregiudizio.

“Ci vuole poco per capire di trovarsi davanti a una persona speciale, tempo per apprezzarla, una vita per volerle bene e amarla, una vita per dimenticarla! ( vincenzo calafiore)”.

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