Made in Roma, marchi e loghi nell’antichità

Marchi di fabbrica e di proprietà – i loghi di oggi – non sono una novità. Lo racconta con dovizia di reperti e materiali documentali la nuova mostra allestita ai Mercati di Traiano. Vetri, piatti e lucerne portavano impressi, già nell’antichità, i simboli distintivi dei produttori; le derrate alimentari venivano trasportate in botti ed anfore timbrate dai commercianti; persino gli schiavi venivano marchiati dal padrone. Il complesso sistema di segni distintivi, risalente all’origine dell’uomo, aveva largo impiego nella storia economica e sociale dell’antica Roma: la pax romana, infatti, aveva determinato un allargamento del sistema produttivo e commerciale – con botteghe, aziende, corporazioni, artigiani, trasporti, strade – che coinvolgeva in una communis patria genti e popoli diversi.

I preziosi reperti esposti nella mostra provengono da prestigiosi musei romani ed internazionali; tra gli altri il tedesco Römisch-Germanisches Museum der Stadt Köln di Colonia e il croato Arheološki muzej u Splitu di Spalato, due città che sono state importanti centri di produzione dell’Impero Romano.

Due le sezioni in cui si snoda il percorso espositivo, affiancato da apparati multimediali e da attività didattiche pensate anche per il pubblico dei bambini. Nella prima sezione si analizza l’aspetto “industriale”del marchio, con riferimento a marchi e signa di officinatores (impresari) e di mercatores (commercianti) lasciati su numerose categorie di prodotti come, ad esempio, i bolli laterizi, prova anche della vitale attività imprenditoriale delle donne romane; vetri, lucerne, coppe e piatti in ceramica e terracotta, erano distinti dal simbolo dei diversi vasai che, per ridurre i costi di cottura, riunivano i loro prodotti in un’unica infornata.

Alla seconda sezione, dedicata alla produzione e al commercio marittimo, appartengono botti, anfore e alcuni marmi segnati dai cavatori. In mostra anche un focus sui contenitori dei medicamenta, preziosi oggetti, spesso miniature, con marchio impresso; il focus sul marchio della guerra si sofferma su alcune glandes (proiettili) che portavano incisi non solo i nomi dei produttori ma anche ingiurie contro i nemici. Il segno della guerra veniva impresso anche sulla pelle dei legionari: le fonti ricordano i signa delle legioni impressi sui soldati, simboli di orgogliosa appartenenza ma anche mezzi per scoraggiare la diserzione.  Infine si ricordano stigma e signa utilizzati per determinare il possesso di un oggetto o di una persona o dichiararne l’appartenenza (voluta o meno) a una categoria, come i  collari degli schiavi, i marchi sui condannati o i tatuaggi fatti da Caligola sulle persone per puro diletto.

L’ultima sezione di MADE in Roma dall’antico riporta al mondo moderno, indagando sul concetto di marchio e sulle sue implicazioni nell’industria attuale.

La prossima tappa della mostra sarà ad Aquileia, a Palazzo Meizlik, dove sarà esposta col titolo “MADE in Roma and in Aquileia”, mettendo in risalto i pezzi provenienti dall’antica città romana e dalle località vicine.

L’esposizione, promossa da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è nata da un’idea del sovrintendente Claudio Parisi Presicce ed è curata  da Lucrezia Ungaro, Marina Milella e Simone Pastor.

Made in Roma.

Marchi di produzione e di possesso nella società antica

13 maggio – 20 novembre

Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali

Via Quattro Novembre 94

tutti i giorni 9.30-19.30

biglietto integrato Mercati di Traiano + Mostra 14 euro (ridotto 12), residenti 12 euro (ridotto 10).

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