Caffè Letterario Quasimodo, presentato ieri il libro “Brani d’identità” di Corrado Monaca

Da sinistra Fava, Barone, Monaca, Pelligra, Pisana

Da sinistra Fava, Barone, Monaca, Pelligra, Pisana

Ispica (RG) – Nell’ambito degli appuntamenti culturali organizzati da Caffè Letterario Quasimodo è stato presentato sabato sera nell’Aula consiliare di Palazzo Bruno il libro “Brani d’identità” a cura di Corrado Monaca (edizioni Prova d’Autore, 2015). A discuterne con l’autore lo storico e giornalista Giovanni Criscione e il presidente del Caffè Letterario Domenico Pisana, coordinati da Giovanni Pelligra. La scrittrice Daniele Fava ha letto alcuni brani del libro, mentre il giovanissimo Mattia Trovato ha allietato la serata con i suoi intermezzi musicali.

Dopo il saluto ai presenti da parte del vice sindaco Barone e dell’assessore Corallo, Domenico Pisana nel suo intervento ha affrontato l’analisi del testo nel suo complesso. Il libro raccoglie saggi di Neria De Giovanni, Francesco Fronte, Francesco Monaca, Corrado Monaca, Grazia Dormiente, Giovanni Criscione, Natalino Amodeo, Innocenzo Leontini. Si tratta di scritti diversi per ispirazione, genere e contenuto ma accomunati dal fatto di essere tutti degli “atti e testimonianze storiche della collettività ispicese”, come recita il sottotitolo del volume. O ancora “schegge di passato”, come li ha definiti Pisana. Il presidente del Caffè letterario ha colto nell’eterogeneità dei vari interventi un “coro polifonico che ci parla di una città ricca di storia e di cultura”. Storia, memoria e identità – questi i temi emersi – non sono argomenti freddi e inattuali, oggetto di nostalgie o rimpianti, ma diventano una forza propulsiva per affrontare il presente e le sfide del futuro.

Criscione, invece, si è concentrato sul saggio di Corrado Monaca, intitolato “Un risveglio di responsabilità collettiva”, dove l’autore rievoca la propria esperienza di progettista agli inizi degli anni Settanta, quando grazie all’opportunità di finanziamenti statali, alla lungimiranza di alcuni sindaci e amministratori e al fronte comune di maggioranze e opposizioni innanzi al bene della collettività, si progettarono e realizzarono importanti infrastrutture per il territorio ibleo. Lo storico ha ripercosso gli anni della formazione negli ambienti romani, i primi progetti di impianti sportivi in tutta la Sicilia finanziati con i fondi della Casmez per le aree montane e depresse, l’emergenza ambientale e igienico-sanitaria dopo i casi di colera a Napoli (1973) che crearono l’opportunità di costruire reti idriche e fognanti, pozzi, depuratori, strade a Santa Maria del Focallo, futura meta del turismo balneare. Opere di questo genere furono realizzate anche a Modica, Marina di Modica e Frigintini, Giarratana, Monterosso Almo, Chiaramonte Gulfi, Acate, Pozzallo, Ferla e Bucchieri.

Corrado Monaca è stato vicesindaco e assessore del Comune di Ispica, consigliere provinciale, presidente del Copai e presidente nazionale del Movimento azzurro. Attualmente riveste l’incarico di ambasciatore del Movimento Azzurro per i paesi del Nord Africa e dell’Est Europeo. Nella conclusione l’autore-curatore ha ribadito come gli incarichi della Cassa del Mezzogiorno sotto la presidenza di Gabriele Pescatore fossero subordinati al risultato. “Cosa che si dovrebbe fare anche oggi ma non viene fatta – ha spiegato – Invece si premia chi non ottempera ai propri doveri”. “Quelli della mia generazione – ha concluso – abbiamo il dovere di donarci ai giovani, per metterli in condizione di superare il gap del nostro Paese. Dal punto di vista culturale, l’Italia rimane il punto di riferimento a livello mondiale. Ma dal punto di vista scientifico e tecnologico, purtroppo l’Italia non ha questo primato. Dobbiamo costruire un nuovo modello che guardi alle reti, alla robotica, alle nanotecnologie. Ma senza dimenticare la nostra storia. Zichichi affermava che senza memoria non esiste né scienza né civiltà. Per poter costruire il domani, dobbiamo conoscere il passato”.

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