Roma, impiegato trentenne trasmette il virus dell’Hiv ad almeno sei giovani

L’impiegato romano era a conoscenza di essere sieropositivo ma dal 2006 al 2014 ha continuato a pretendere e ottenere rapporti sessuali non protetti con diverse donne, trasmettendo il virus dell’Hiv ad almeno sei giovani. Il trentenne è stato arrestato con l’accusa di lesioni gravissime con l’aggravante dei futili motivi. L’impiegato chiedeva alle ragazze di non usare il preservativo per un suo maggiore piacere sessuale. L’uomo è attualmente detenuto nel carcere di Regina Coeli, dove ha cominciato un percorso terapeutico.

La preoccupazione degli inquirenti, coordinati dal pm Francesco Scavo, è che l’indagato, che adescava le sue partner su social network e chat di incontri, è che le ragazze a rischio contagio per aver avuto rapporti con l’uomo siano ben più delle 6 che lo hanno denunciato. Le indagini, durate 8 mesi, sono partite dopo che una delle vittime, venuta a sapere della condizione di sieropositività dell’ex partner, si è rivolta alle forze dell’ordine.

Le giovani che hanno contratto il virus, ad oggi, sono 6, mentre sono 2 o 3 quelle che pur avendo avuto una relazione con il trentenne non sono risultate colpite dalla malattia. Stando a quanto si apprende, l’italiano ha intrattenuto con le donne contagiate sia rapporti di lunga durata sia occasionali.

In alcune circostanze, in base a quanto si apprende, l’indagato chiedeva ai suoi interlocutori sul web di fare sesso di gruppo e il rischio che ci siano altre persone inconsapevoli di aver contratto la malattia potrebbe essere alto. Sentito dagli inquirenti, in un primo momento, l’impiegato ha negato di essere sieropositivo, ammettendolo solo in un secondo momento.

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