Un primo bilancio del 68° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza

Si è concluso da qualche giorno il 68° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico “I Fiori dell’Olimpo”, direzione Artistica di Emma Dante, ed è già possibile tracciare un primo bilancio dell’importante progetto culturale, promosso dal Comune di Vicenza, assessorato alla crescita, in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, realizzato con il contributo di AIM Gruppo, Confindustria Vicenza e Il Giornale di Vicenza per la Cultura.

Come da programma il calendario ha presentato 6 titoli, 13 repliche, 2 prime nazionali, 1 prima assoluta, 1 nuovo allestimento; gli spettacoli, in scena sul palcoscenico del Teatro Olimpico dal 18 settembre al 30 ottobre, hanno registrato 9 sold-out. Si è trattato di una serie straordinaria di eventi teatrali, in grado di animare il dibattito culturale a Vicenza e nel panorama nazionale, al di là delle inutili polemiche; in primo piano il ruolo del teatro e della messa in scena, i contenuti “non conformi” alla tradizione, l’utilizzo degli spazi classici e ii senso della rappresentazione in questi luoghi.

L’inizio, tumultuoso, è stato il 18 e 19 settembre con la controversa “Prima lettera di San Paolo ai Corinzi. Cantata BWV 4, Christ lag in Todesbanden. Oh, Charles!” di Angelica Liddell, una prima nazionale; a seguire“Odissea – Movimento n. 1” di Emma Dante, il nuovo spettacolo che ha visto in scena, il 26 e il 27 settembre, i giovani attori della Scuola dei Mestieri dello Spettacolo del Teatro Biondo di Palermo. Ancora una prima nazionale con la straordinaria performance di teatro-danza, “Primal Matter”, dell’artista e coreografo greco Dimitris Papaioannou, vista il 2 e il 3 ottobre. A seguire il nuovo allestimento delle “Eumenidi” proposto da Vincenzo Pirrotta il 9 e il 10 ottobre, dopo l’edizione per la Biennale di Venezia del 2004. Il penultimo spettacolo,“Euridice e Orfeo” (16 e 17 ottobre) una recente produzione per il Napoli Teatro Festival, ha presentato al pubblico un’interessante rilettura del mito orfico, per la regia di Davide Iodice, sul testo di Valeria Parrella. Ultimo dei 6 titoli in cartellone, la prima assoluta dello spettacolo di Alessandro Baricco “Palamede. L’eroe cancellato” che ha visto il regista e autore in scena tra gli spettatori (28, 29 e 30 ottobre); lo spettacolo sarà trasmesso nei prossimi mesi da Rai5, diretto e presentato dallo stesso Baricco.

Dal punto di vista di una rendicontazione quantitativa, sono stati 4.556 gli spettatori che hanno assistito alle rappresentazioni del 68° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico; sul fronte dei media, molto positiva è stata l’accoglienza della critica nazionale agli spettacoli. Può ritenersi un bilancio sicuramente positivo, come già accennato, anche sul fronte degli spettatori con un tutto esaurito in 9 date su 13 (le 2 date di Angelica Liddell, le 2 date dello spettacolo di Emma Dante, le 2 date di “Euridice e Orfeo” e le 3 repliche di Baricco) e per quanto riguarda il gradimento del pubblico: nonostante l’acceso dibattito e le critiche, gli spettatori hanno sempre tributato un consenso molto sentito agli spettacoli, con applausi intensi e duraturi e con numerose chiamate in scena dei protagonisti.

Il pubblico ha spesso comprato i biglietti on-line (oltre il 30% degli acquisti è avvenuto con questa modalità), un pubblico la cui provenienza è sicuramente locale (Vicenza e il circondario per circa il 50% del campione) ma che si muove anche dall’ambito regionale e nazionale, con oltre il 15% di presenze da altre Province. È un pubblico anche più giovane, rispetto alle edizioni precedenti, come testimonia la percentuale in crescita (quasi un 50% in più) di biglietti ridotti under 30, staccati; questo anche grazie alla collaborazione con alcune istituti superiori di Vicenza e provincia, e anche alle collaborazioni con realtà extra-regionali (sono stati all’ Olimpico studenti di Udine e Palermo).

Positivi anche i dati economici relativi al Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico: gli incassi derivanti dalle vendite dei biglietti ammontano infatti a circa a 74.000 euro, con un incremento di oltre il 25% rispetto al Ciclo precedente.

I dati e le presenze confermano che un’offerta culturale di valore, come quella dello spettacolo dal vivo del Ciclo dei Classici al Teatro Olimpico a Vicenza, è premiante; le scelte artistiche possono anche essere oggetto di dibattito e discussione, ma non la prospettiva di sviluppo e di crescita innescata nella nostra Città capoluogo, evidentemente anche con altre iniziative culturali coerenti con queste scelte.

E queste scelte, anche ardite, vanno sicuramente ricondotte alla sfida, accettata e vinta, della direzione artistica di Emma Dante, creatrice de “I Fiori dell’Olimpo”, che ha voluto confrontarsi con il fascino dell’ignoto, per superare barriere per esplorare spazi sempre nuovi, avendo cura e rispetto per i fragili fiori dell’arte. Questi, senza dubbio, i tratti che hanno caratterizzato la sua direzione, orientata verso “artisti capaci di sfuggire a se stessi, di staccarsi dal proprio io e ricercare l’altrove. Artisti scomodi, irrequieti, che partendo dalla radice generano rami attorcigliati in un groviglio odoroso. Rami nuovi. Di una pianta rara che non si è mai vista. Il tema di quest’anno è dunque la fioritura del teatro nel teatro, in un luogo difficile da raggiungere e impedito dalle nuvole, che contiene dentro di sé il seme”.

“A Emma Dante va il nostro ringraziamento sentito, per l’ottimo lavoro e per i risultati straordinari, per aver onorato l’impegno di un confronto con il Teatro Olimpico, cercando nuovi percorsi artistici orientati al non convenzionale, contribuendo al suo rilancio nazionale ed internazionale” sono le parole della dichiarazione congiunta del vicesindaco e assessore alla crescita del Comune di Vicenza, Jacopo Bulgarini d’Elci e del Presidente della Fondazione Teatro Comunale di Vicenza, Flavio Albanese.

La scelta è stata quella di scegliere lavori in grado di dialogare con l’Olimpico per sottolinearne la grandezza e la funzione non solo di splendido monumento, contenitore, quanto piuttosto di ‘attore’ in primo luogo. L’importante è proseguire sulla linea della riaffermazione e del protagonismo di questo straordinario palcoscenico, unico al mondo, continuando a investire sulla cultura come forza trainante per la crescita sociale, e sul teatro come luogo della ricerca dei significati” conclude il vicesindaco.

II 68° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico può a giusta ragione essere considerato un grado zero del teatro e della coscienza critica, che ha risvegliato gli animi, dal punto di vista dei contenuti, e che ha permesso al pubblico di confrontarsi con modi e luoghi “altri” della messa in scena. Un Terzo Paesaggio, quello dei “Fiori dell’Olimpo” che ha prodotto una riflessione profonda e radicale sui valori di Tempo, Società, Cultura.

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