Mileto, il cantiere musicale internazionale del pianista Roberto Giordano

E’ una bella sfida alla Storia. E per farlo è stato avviato un cantiere:  per edificare l’edificio più grande del mondo, con le note, la musica, il canto, la bellezza dei sentimenti e delle emozioni; con strumenti che sanno interrogare l’anima di coloro che vi entreranno, perché si tratta del “Cantiere musicale internazionale”, inaugurato a Mileto, domenica pomeriggio, prima esperienza del genere in Italia. Lo ha presentato la giornalista Rai Valentina Lo Surdo (esperta di musica classica), tenendo a battesimo questa impresa come sa fare solo una sacerdotessa con il dono della parola, interprete di oracoli e rievocatrice di mondi fascinosi e lontani che potranno essere vissuti a Mileto nel futuro prossimo. Questa donna che viaggia in tutto il mondo per captare suoni, colori e impressioni, come una sorta di leit-motiv, ha ripetuto la parola magica ‘sogno’, per introdurre le note biografiche ed estetiche di Roberto Giordano, della sua straordinaria avventura, che gli ha aperto le porte dei templi della musica mondiale, dopo essersi imposto nel concorso più importante e più impegnativo per giovani interpreti, il “Reine Elisabeth” a Bruxelles nel 2003, asoli 22 anni. Ma le corde che questo giovane artista sa toccare come “un aedo della musica” (definizione coniata dalla Lo Surdo), sanno vibrare con l’etimo della parola  cardium. Così ‘le corde del cuore’ hanno risuonato nel palazzo “San Giuseppe”, un tempo sala cinematografica e adesso teatro della musica, in sintonia con quelle del pianoforte toccate dalle mani del maestro Giordano con una potenza narrativa di grandissima suggestione, eseguendo alcuni brani di compositori a lui cari (come Liszt e Schubert, in alcune trascrizioni, “Reminescenza” dal don Giovanni di Mozart, e “De Muller und der Bach”). Quella del cantiere è un’opera tanto ambiziosa quanto umile. E l’umiltà trapela dalla iconografia simbolica del cantiere, con una chiave di basso che viene sollevata dalla gru, come ha osservato Antonino Sorgonà   (Direttore conservatorio “F. Cilea” di Reggio), a simboleggiare il valore umano e pedagogico dell’impresa, che si rivolge a tutti, perché la musica possa entrare negli edifici sociali, straordinario veicolo di messaggi e di valori educativi e di civiltà. Sfida nella sfida nel volerlo edificare in una piccola realtà come quella del Vibonese e di Mileto, con la piena fiducia di partner prestigiosi a livello europeo e internazionali (tra i quali spicca quello della “Yamaha Europe” e del suo direttore commerciale Giorgio Marotti,  il quale ha espresso la sua cieca fiducia in Roberto, una fiducia che il maestro Giordano ha riposto in tutti i protagonisti di questo sogno, dagli operai, ai carpentieri, agli ingegneri, agli architetti del cantiere musicale, e quella di Guido Jardon (direttore Institut de Musique et Pédagogie de Namur, Belgio). Ma soprattutto, come ha più volte sottolineato Valentina Lo Surdo, sono le corde del cuore di Roberto che hanno operato questo miracolo, simbolicamente sotto il patrocinio di San Giuseppe, protettore dei falegnami, dei carpentieri e dei lavoratori. Una serie di coincidenze anche simboliche che hanno dato avvio a questa avventura che porterà a Mileto i più grandi artisti internazionali, un tributo ai suoi immani sacrifici per poter aprire le porte del successo, ma anche quelle della bellezza e del futuro, come ha osservato il sindaco del Comune di Mileto, Vincenzo Varone. Diversi gli ospiti che hanno voluto, con la loro presenza, testimoniare la mappa umana e musicale di questo cantiere e i diversi progetti su cui si edificheranno le esperienze. Non solo per coloro che vorranno formarsi ad alto livello con i masterclass, ma anche corsi per i bambini e per i giovani talenti, che non dovranno più andare lontano. Un’opera dai contenuti estetici ma anche sociali e pedagogici, affinché la musica possa essere la vera musa che guiderà il futuro di questa terra. Dove gli uomini delle istituzioni hanno fallito, il talento, la passione, l’umiltà ma soprattutto il dono della musica di questo artista, sapranno edificare, mettendo nuovamente Mileto al centro della storia, sia del passato come capitale normanna, che del futuro. Oltre ai citati è intervenuta, Oretta Perotti – autrice di un programma di musica classica per Radio Padania. Ha partecipato inoltre l’assessore alla Cultura del Comune di Vibo Marcello De Vita che ha messo a disposizione del Cantiere due borse di studio.


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