Nic Graham ucciso in servizio, il vice sceriffo Andrea Mahigan Bogiatto: «Fai buon viaggio collega, la sottile linea azzurra non ha confini»
La morte di Nic Graham, agente di polizia di 33 anni del Dipartimento di Lakewood, in Colorado, ha scosso profondamente la comunità delle forze dell’ordine americane. Un omicidio avvenuto durante una sparatoria a bordo di un autobus, nel quale sono rimasti feriti anche altri tre agenti e un civile. A perdere la vita è stato anche l’uomo che ha aperto il fuoco contro i poliziotti.
A ricordare il collega con parole particolarmente toccanti è Andrea Mahigan Bogiatto, vice sceriffo, che ha affidato a una dichiarazione pubblica una riflessione sul significato di indossare un’uniforme e sul legame che unisce gli appartenenti alle forze dell’ordine, indipendentemente dal Paese in cui prestano servizio.
La tragedia si è consumata giovedì 5 novembre a Lakewood, nell’area metropolitana di Denver. Gli agenti erano intervenuti dopo una segnalazione relativa a una persona sospetta, potenzialmente coinvolta in un incidente con fuga. L’uomo era stato individuato mentre saliva su un autobus del trasporto pubblico all’incrocio tra Colfax Avenue e Wadsworth Boulevard.
Quando i poliziotti hanno tentato di avvicinarlo, il sospettato ha aperto il fuoco. Gli agenti hanno risposto agli spari, uccidendo l’aggressore. Quattro appartenenti al Dipartimento di polizia di Lakewood sono stati colpiti: per Nic Graham non c’è stato nulla da fare. Gli altri tre colleghi sono rimasti feriti, mentre anche un civile è stato coinvolto nella sparatoria.
Graham era entrato nel dipartimento nel 2019 e lavorava nell’unità Major Crimes, distinguendosi anche per la sua attività investigativa e per il ruolo di formatore. La sua morte ha provocato un’ondata di cordoglio tra le forze dell’ordine e nella comunità locale.
È in questo contesto che si inserisce il messaggio di Andrea Mahigan Bogiatto, che ha voluto ricordare non soltanto l’uomo caduto in servizio, ma anche il valore universale della divisa.
«L’uccisione di un poliziotto è sempre, sempre, qualcosa di estremamente difficile per tutti coloro che vestono la stessa uniforme, indipendentemente dalla nazione», scrive il vice sceriffo.
Poi richiama un’espressione profondamente radicata nella cultura delle forze dell’ordine americane: la «sottile linea azzurra», simbolo del confine tra il caos e l’ordine, rappresentato da chi ogni giorno è chiamato a proteggere la società.
«Noi sbirri non abbiamo confini, noi siamo coloro che vivono su una sottile linea, quella che viene definita la sottile linea azzurra, una linea molto sottile tra caos e ordine. Noi mettiamo a repentaglio la nostra vita ogni giorno per difendere un ordine che garantisca serenità e sicurezza alla comunità».
Parole che assumono un significato ancora più forte davanti alla morte di un collega. Bogiatto rivolge il proprio pensiero a Nic Graham, che indossava la sua stessa uniforme, ma soprattutto alla famiglia dell’agente, privata improvvisamente di una persona cara.
E lancia un appello alla solidarietà tra tutti coloro che prestano servizio nelle forze dell’ordine, senza distinzione di appartenenza, agenzia o nazionalità.
«Un pensiero a lui e a loro che chiedo a tutti i colleghi che vestono l’uniforme, indipendentemente dall’agenzia, bandiera o nazione».
Il messaggio si chiude con poche parole, quelle che ogni appartenente alle forze dell’ordine teme di dover rivolgere a un compagno di servizio, ma che racchiudono il senso di una fratellanza che supera ogni confine:
«Fai buon viaggio collega, grazie per il tuo servizio!».
Un saluto a Nic Graham e un riconoscimento a tutti gli uomini e le donne che, indossando un’uniforme, affrontano quotidianamente rischi e pericoli per la sicurezza degli altri. Perché, come ricorda Bogiatto, la sottile linea azzurra non appartiene a una sola bandiera: unisce chi ha scelto di servire e proteggere le proprie comunità.
