Polonia, Nawrocki attacca Tusk: «A lei è rimasta soltanto la violenza»
Scontro durissimo ai vertici dello Stato polacco. Il presidente della Repubblica, Karol Nawrocki, ha lanciato un pesante attacco al premier Donald Tusk durante il suo intervento in apertura della riunione del Consiglio di sicurezza nazionale, convocata oggi, 3 novembre, a Varsavia.
Al centro della polemica c’è la crisi istituzionale legata alla Corte costituzionale. Nawrocki ha accusato il governo di aver tentato di assumere illegalmente il controllo dell’organo giudiziario, denunciando quelle che considera gravi violazioni dell’ordine costituzionale.
«A lei è rimasta ormai soltanto la violenza», ha dichiarato il presidente rivolgendosi direttamente al capo del governo, con parole che fotografano il livello dello scontro politico tra la Presidenza e l’esecutivo.
Nawrocki ha sostenuto che le recenti iniziative del governo rappresentino un attacco alle istituzioni dello Stato e ha ribadito la propria intenzione di utilizzare tutte le prerogative costituzionali a disposizione della Presidenza per contrastare quelle che ritiene violazioni della legalità.
Il capo dello Stato ha inoltre invitato Tusk a fare un passo indietro sulle iniziative riguardanti la Corte costituzionale, chiedendo un ripristino del rispetto delle regole istituzionali.
Ma il confronto non si è limitato alla politica interna. Nel corso dell’intervento Nawrocki ha affrontato anche il tema della sicurezza nazionale e dei rapporti con gli Stati Uniti, sollecitando il governo ad accelerare il progetto per una presenza permanente delle forze armate americane in Polonia.
Il presidente ha chiesto inoltre di completare rapidamente l’aggiornamento della strategia nazionale di sicurezza, sottolineando la necessità di rafforzare la difesa del Paese e la stabilità delle sue istituzioni.
La riunione del Consiglio di sicurezza nazionale si è svolta anche a porte chiuse, dopo l’intervento pubblico iniziale del presidente.
Le dichiarazioni di Nawrocki confermano la profondità della frattura ai vertici della politica polacca. Lo scontro con Donald Tusk, già caratterizzato da contrasti sulle prerogative presidenziali e sulla giustizia costituzionale, assume così una dimensione ancora più esplicita, in un momento delicato per la sicurezza e gli equilibri istituzionali del Paese.
