Ranucci sospeso dalla Rai per dieci giorni: quattro contestazioni e una nuova battaglia sul futuro di Report

La vicenda di Sigfrido Ranucci e della Rai entra in una nuova fase. L’ex conduttore di Report è stato sospeso per dieci giorni dal servizio pubblico, con una sanzione che arriva mentre il Tribunale del lavoro di Roma è chiamato a pronunciarsi sul ricorso presentato dal giornalista contro la sua rimozione dalla conduzione del programma di Rai 3.

Il provvedimento disciplinare poggia su quattro contestazioni. La prima riguarda gli ingressi di Laura Cianfoni, indicata come amica di Ranucci, all’interno dei palazzi Rai. Al giornalista viene inoltre contestata la pubblicazione di alcune conversazioni private avute con il deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto.

La terza contestazione riguarda invece una serie di email aziendali inviate a Valter Lavitola. Infine, la Rai ha contestato a Ranucci un comportamento ritenuto contrario alle regole aziendali per alcune dichiarazioni pubbliche nei confronti dei colleghi destinati a prendere il suo posto alla guida di Report, Daniele Piervincenzi e Giulia Presutti. Quest’ultima ha successivamente rinunciato all’incarico ed è stata sostituita da Claudia Di Pasquale.

La sospensione arriva dunque in un momento particolarmente delicato per il giornalista, che da mesi è al centro di un confronto sempre più duro con l’azienda. Sullo sfondo rimane la questione principale: il ricorso presentato davanti al Tribunale del lavoro di Roma per contestare il provvedimento che ha portato alla sua rimozione dalla conduzione di Report.

Ranucci, dopo la notizia della sanzione, ha scelto di rispondere pubblicamente attraverso i social, senza rinunciare agli appuntamenti già programmati con il pubblico.

“Sabato sarò a Bologna al Duse a presentare la mia storia, #DiarioDiUnTrapezista, alle ore 20.45. Il 17 ad Albenga al teatro Ambra tra gli amici, i Fieui di Caruggi, il 24 ottobre Reggio Calabria, 29 ottobre Calcinato”, ha scritto il giornalista, accompagnando il messaggio con un articolo dedicato alla sospensione.

Poi una frase destinata a sintetizzare il suo atteggiamento davanti alla nuova contestazione: “Sempre e per sempre dalla vostra parte mi troverete”, con un richiamo a Francesco De Gregori.

Ancora più netta è la posizione del suo legale, Roberto De Vita, che annuncia l’impugnazione della sanzione.

“Proprio mentre il tribunale del lavoro di Roma sta decidendo sul ricorso cautelare di Sigfrido Ranucci nei confronti del provvedimento di rimozione da Report, la Rai gli comunica una nuova sanzione: dieci giorni di sospensione dal lavoro e dalla retribuzione”, ha dichiarato l’avvocato.

Secondo De Vita, la decisione arriva dopo la presentazione delle difese con cui sono state contestate “nel merito e nel metodo” le accuse formulate dall’azienda. Il legale evita di pronunciarsi sulla coincidenza temporale tra la nuova sanzione e la fase decisiva del procedimento giudiziario, ma annuncia chiaramente che il provvedimento sarà impugnato.

“Il provvedimento sarà impugnato”, conclude l’avvocato.

A rendere ancora più teso il quadro sono le parole pronunciate nelle stesse ore da Paolo Corsini, direttore dell’Approfondimento Rai. Interpellato sulla possibilità che il Tribunale del lavoro possa decidere il reintegro di Ranucci alla conduzione di Report, Corsini ha risposto in modo categorico: “Ranucci reintegrato? Speriamo non accada, non pensiamo possa accadere, è ucronia”.

Corsini ha quindi rivendicato le scelte compiute dall’azienda: “Io quello che dovevo fare l’ho fatto. Stiamo lavorando serenamente, pensiamo di essere nel giusto e di avere fatto tutto correttamente”.

Il caso Ranucci si trova così su due piani paralleli. Da una parte c’è il procedimento disciplinare interno alla Rai, culminato con la sospensione di dieci giorni e dalla quale il giornalista intende difendersi. Dall’altra c’è il giudizio del Tribunale del lavoro, destinato a stabilire se la rimozione dalla conduzione di Report sia legittima oppure se sussistano i presupposti per un reintegro.

È una partita che va oltre il destino televisivo di un singolo conduttore. Report rappresenta uno dei programmi più riconoscibili dell’informazione d’inchiesta del servizio pubblico e lo scontro sulla sua conduzione ha progressivamente assunto una dimensione politica, sindacale e giudiziaria.

La nuova sospensione rischia ora di aggiungere un ulteriore capitolo al contenzioso. Da una parte la Rai ribadisce, attraverso i suoi vertici, di ritenere corrette le decisioni assunte. Dall’altra Ranucci, assistito dal proprio legale, prepara una nuova impugnazione e attende la decisione del giudice.

Nel frattempo il giornalista continua a presentare la propria storia nei teatri italiani. Una scelta che, nelle sue parole, sembra voler trasformare anche questa fase della sua carriera in un racconto pubblico: quello di una lunga battaglia professionale che, almeno per ora, è tutt’altro che conclusa.