Nepal, devastante piena al confine con il Tibet: 384 turisti risultano dispersi, 90 italiani nell’area

Una violentissima piena improvvisa ha devastato mercoledì il nord del Nepal, lungo il confine con il Tibet, provocando vittime, distruzioni e una drammatica emergenza per centinaia di persone.

Il fenomeno ha colpito il fiume Bhote Koshi, nel distretto di Rasuwa, dopo che un’enorme massa d’acqua ha raggiunto il corso del fiume provocandone l’esondazione. Le aree di Syabrubesi e Timure sono state duramente investite dalla piena. Strade, edifici, ponti e infrastrutture sono stati travolti da acqua, fango e detriti.

Particolarmente grave la situazione al posto di frontiera di Rasuwagadhi-Timure, dove strutture doganali e altri edifici sono stati spazzati via. Anche sul versante tibetano, nell’area di Gyirong, le immagini mostrano una situazione drammatica, con infrastrutture gravemente danneggiate e persone disperse. Le autorità cinesi hanno avviato operazioni di emergenza e soccorso.

384 turisti e viaggiatori irreperibili

È soprattutto il numero delle persone di cui non si hanno notizie a destare allarme.

Secondo il Nepal Tourism Board, una prima ricognizione indica 384 turisti e viaggiatori irreperibili nelle aree interessate: 291 stranieri e 93 cittadini nepalesi. Si tratta tuttavia di un dato preliminare, raccolto attraverso agenzie turistiche e operatori locali e ancora sottoposto a verifica da parte di autorità, guide, forze di sicurezza e amministrazioni locali.

Tra gli stranieri figurano almeno 105 cittadini indiani e 37 cittadini indiani non residenti, oltre a persone provenienti da Malaysia, Regno Unito, Sudafrica, Stati Uniti, Australia e Paesi Bassi. Una parte delle nazionalità non è ancora stata identificata.

Il dato assume particolare rilievo perché la zona è attraversata da numerosi turisti diretti verso il Tibet, compresi pellegrini e viaggiatori diretti verso il Monte Kailash e il lago Manasarovar, oltre a trekkers diretti nella regione del Langtang.

Soccorsi difficili

Le operazioni di ricerca e soccorso sono già scattate, ma le condizioni sul terreno rendono estremamente complicati gli interventi.

L’esercito nepalese ha messo a disposizione elicotteri, mentre polizia, forze armate, sicurezza e soccorritori stanno cercando di raggiungere le zone isolate. In diversi punti, però, l’acqua e il fango hanno cancellato le vie di accesso e reso impossibile il passaggio via terra. Anche le condizioni meteorologiche possono ostacolare l’impiego dei mezzi aerei.

Le autorità hanno inoltre lanciato allerte per le comunità situate a valle del bacino del Trishuli, mentre ospedali e strutture sanitarie di Kathmandu sono stati predisposti per accogliere eventuali feriti.

Ancora da chiarire l’origine della piena

Uno degli interrogativi principali riguarda l’origine dell’enorme quantità d’acqua arrivata nel Bhote Koshi.

Le autorità nepalesi stanno verificando l’ipotesi di una glacial lake outburst flood (GLOF), cioè il cedimento improvviso di un lago glaciale. Al momento, tuttavia, non è stata ancora stabilita con certezza la causa dell’evento.

Il quadro resta quindi in evoluzione. Le autorità stanno verificando uno per uno i nominativi delle persone inserite nell’elenco dei dispersi e il numero potrebbe cambiare nelle prossime ore.

Quello che è già certo è che la piena ha trasformato una delle principali vie di collegamento tra Nepal e Tibet in una zona devastata, mentre centinaia di famiglie attendono notizie dei propri cari.

Aggiornamento: il bilancio delle vittime è ancora in fase di verifica. Le prime fonti ufficiali citate nelle ore successive all’evento indicavano almeno otto morti accertati in Nepal, mentre altre segnalazioni parlavano di un numero maggiore. Per questo il bilancio non può ancora essere considerato definitivo.

Gli italiani in zona

Sono circa 90 gli italiani registrati nell’area colpita dalla devastante alluvione tra Nepal e Tibet. La Farnesina sta verificando la situazione e mantiene i contatti con i connazionali presenti nella zona.

Due italiani che erano stati inizialmente considerati coinvolti nella frana risultano al momento in buone condizioni: si trovano a monte della zona colpita e, secondo le informazioni disponibili, stanno bene. Non risultano invece italiani tra le vittime accertate.

La situazione resta però drammatica e in continua evoluzione. Le violente piogge hanno provocato frane e improvvise colate di acqua e fango, travolgendo infrastrutture, edifici e veicoli lungo la frontiera tra Nepal e Tibet. Le autorità sono impegnate nelle operazioni di soccorso mentre proseguono le verifiche sulle centinaia di persone che risultano disperse.