Reggio Calabria, la sfida delle suppletive può riscrivere gli equilibri: Roscioli parte favorito, ma il “regno” di Forza Italia è davvero al sicuro?
Le elezioni suppletive del 27 e 28 settembre 2026 nel collegio uninominale 05-Reggio Calabria sono diventate molto più di una semplice elezione per sostituire un deputato dimissionario. In palio c’è il seggio lasciato libero da Francesco Cannizzaro, eletto sindaco di Reggio Calabria, ma soprattutto c’è un equilibrio politico che fino a poche settimane fa sembrava difficilmente scalfibile.
Oggi, dopo la chiusura della presentazione delle candidature, la fotografia è completamente diversa: Fabio Roscioli corre per il centrodestra, Domenico Giannetta per Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, Frank Benedetto per il centrosinistra unito e Francesco Toscano per Democrazia Sovrana Popolare. Quattro candidati, dunque, e una partita che contiene almeno tre elezioni dentro la stessa elezione: la sfida per il seggio, la sfida interna al centrodestra e il primo vero test nazionale di Futuro Nazionale.
E proprio quest’ultimo elemento potrebbe essere quello destinato a produrre la sorpresa più clamorosa.
Il punto di partenza: il centrodestra sembrava imbattibile
Per comprendere la portata della sfida bisogna partire dal risultato delle ultime elezioni politiche e, soprattutto, da quello delle comunali di maggio.
A Reggio Calabria Francesco Cannizzaro ha conquistato la poltrona di sindaco con un risultato straordinario: 65,68%, pari a 59.214 voti, contro il 24,74% di Domenico Battaglia. Il centrodestra ha ottenuto 24 consiglieri comunali contro gli 8 del centrosinistra.
Ancora più significativo è osservare la distribuzione del voto: Forza Italia è risultata il primo partito con il 12,46%, seguita da Fratelli d’Italia all’11,22%, mentre la lista personale di Cannizzaro ha raggiunto il 12,44%. Lega, Reggio Futura, Alternativa Popolare e gli altri alleati hanno completato una coalizione capace di superare largamente il 60%.
Questo dato, però, contiene già la prima avvertenza.
Cannizzaro ha vinto con il centrodestra unito.
Le suppletive non sono le comunali. E soprattutto non hanno Cannizzaro sulla scheda.
Al suo posto Forza Italia ha scelto Fabio Roscioli, tesoriere nazionale del partito e avvocato della Fininvest, candidatura ufficializzata il 24 agosto e sostenuta dall’intera coalizione di centrodestra.
Roscioli parte quindi da una posizione oggettivamente forte: il partito, la coalizione, la struttura territoriale e il precedente risultato elettorale sono dalla sua parte.
Ma c’è una variabile che può cambiare tutto.
L’irruzione di Giannetta: Vannacci entra nel cuore del sistema
La vera bomba politica di queste suppletive è Domenico Giannetta.
Perché Giannetta non è un candidato qualsiasi.
È un ex deputato di Forza Italia, già capogruppo azzurro in Consiglio regionale della Calabria, medico e uomo con una storia politica costruita proprio dentro quel centrodestra che oggi deve affrontare. Il 23 agosto ha scelto Futuro Nazionale e Roberto Vannacci, diventando il candidato del nuovo movimento alle suppletive.
La conseguenza politica è stata immediata: il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha dichiarato che Giannetta è fuori dalla maggioranza regionale e che il suo governo non ha nulla a che spartire con chi ha scelto Vannacci.
È qui che il titolo della partita cambia.
Non siamo più davanti a un candidato outsider che prova a prendere qualche punto percentuale.
Futuro Nazionale ha sottratto a Forza Italia un esponente che apparteneva al suo gruppo dirigente regionale e lo ha trasformato nel proprio candidato in una competizione nazionale.
È difficile trovare un modo più efficace per rappresentare la rottura.
Vannacci, inoltre, non ha nascosto la natura della sfida. La candidatura di Giannetta viene presentata come la prima battaglia elettorale nazionale del partito. Il segretario della Lega calabrese Domenico Furgiuele ha parlato esplicitamente dell’avvio della “marcia” verso le future Politiche.
Quindi Reggio Calabria diventa un laboratorio.
Può davvero “spaccarsi” il regno di Forza Italia?
La risposta è: sì, è possibile.
Ma bisogna capire che cosa significhi concretamente.
Non significa necessariamente che Giannetta vincerà.
Il vero successo di Futuro Nazionale potrebbe essere un altro: portare una quota sufficientemente consistente del voto di centrodestra fuori dalla coalizione ufficiale da impedire a Roscioli di trasformare la forza storica del centrodestra in una vittoria automatica.
È una differenza enorme.
Immaginiamo tre scenari.
Scenario uno: Giannetta al 10-12%
In questo caso il candidato di Vannacci avrebbe ottenuto un risultato significativo per un partito alla sua prima grande prova, ma non sufficiente per cambiare radicalmente gli equilibri.
Roscioli potrebbe conservare una parte larghissima dell’elettorato del centrodestra e vincere.
Scenario due: Giannetta al 18-22%
Qui comincia la vera rivoluzione.
Un risultato intorno al 20% significherebbe che una parte enorme dell’elettorato di centrodestra ha deciso di non votare il candidato ufficiale della coalizione.
In questo scenario Roscioli potrebbe scendere nell’area del 35-40%, mentre Benedetto avrebbe una possibilità concreta di superarlo.
Scenario tre: Giannetta oltre il 25%
Questo sarebbe il clamoroso successo di Futuro Nazionale.
Non necessariamente perché Giannetta vincerebbe il seggio, ma perché dimostrerebbe di poter diventare una forza autonoma capace di contendere a Forza Italia una parte sostanziale del suo territorio storico.
Se un candidato proveniente direttamente dal sistema politico forzista riuscisse, con il simbolo di Vannacci, a conquistare un quarto dell’elettorato in un territorio considerato roccaforte azzurra, la conseguenza nazionale sarebbe molto più grande del semplice risultato di Reggio Calabria.
Sarebbe un messaggio alle Politiche.
Il centrodestra non avrebbe più un solo polo attrattivo.
Roscioli ha comunque un vantaggio enorme
Sarebbe però sbagliato trasformare l’analisi in una previsione catastrofica per Forza Italia.
Roscioli resta, a oggi, il candidato favorito.
La ragione è semplice: il centrodestra conserva una struttura territoriale molto forte.
Il risultato delle comunali lo dimostra. Il blocco che ha portato Cannizzaro al 65,68% non è scomparso. È ancora lì.
Inoltre Roscioli non corre soltanto con Forza Italia: la candidatura è sostenuta dall’intera coalizione di centrodestra.
Il problema, però, è che questa volta la somma delle forze politiche non coincide necessariamente con la somma dei voti.
Perché una parte di quell’elettorato potrebbe avere una doppia appartenenza sentimentale: centrodestra da una parte, Vannacci dall’altra.
Ed è esattamente su questa frattura che Giannetta proverà a costruire la propria campagna.
Frank Benedetto, il candidato che può vincere senza avere il blocco più grande
Il terzo protagonista è Frank Benedetto.
Il centrosinistra ha compiuto una scelta molto intelligente dal punto di vista strategico: invece di presentarsi con un candidato fortemente identitario, ha puntato su una figura con un profilo professionale e territoriale.
Benedetto è medico cardiologo, direttore della Cardiologia-UTIC del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi-Melacrino-Morelli” e ha ricoperto anche l’incarico di direttore generale dell’azienda ospedaliera reggina. Ha inoltre un passato politico come consigliere comunale e capogruppo del Pd.
Il centrosinistra si presenta compatto.
E questo è un altro elemento decisivo.
La candidatura di Benedetto è sostenuta da Pd, Movimento 5 Stelle, Avs, Casa Riformista, Psi, Rifondazione Comunista, +Europa, Partito Repubblicano, Centro Democratico, Possibile e Più Uno.
In una competizione a turno unico, la compattezza può diventare un’arma formidabile.
Benedetto non deve necessariamente conquistare il 50%.
Deve arrivare davanti agli altri.
E se Roscioli e Giannetta si dividono il grande bacino del centrodestra, il candidato del campo largo può vincere anche con una percentuale molto inferiore a quella che sarebbe stata necessaria in una sfida bipolare.
La vera domanda: quanto vale oggi il voto di centrodestra?
Questa è la domanda alla quale nessuno può ancora dare una risposta certa.
Il 65,68% di Cannizzaro non può essere trasferito automaticamente a Roscioli.
Perché quel 65,68% era il risultato di:
- un candidato fortemente radicato;
- una coalizione compatta;
- una competizione comunale;
- un voto personale molto rilevante;
- una struttura territoriale consolidata.
Adesso la situazione è diversa.
Roscioli deve costruire un consenso personale.
Giannetta deve dimostrare che la sua rete elettorale sopravvive al passaggio da Forza Italia a Futuro Nazionale.
Benedetto deve convincere l’elettorato progressista che questa è l’occasione per trasformare la divisione del centrodestra in una vittoria.
E Toscano può intercettare una parte del voto antisistema.
E Francesco Toscano?
Toscano appare oggi più lontano dalla vittoria, ma la sua presenza non è irrilevante.
Il candidato di Democrazia Sovrana Popolare può sottrarre voti soprattutto nell’area del dissenso politico, dell’elettorato contrario ai grandi schieramenti e di chi considera insufficienti sia il centrodestra tradizionale sia il campo largo.
In una gara normale, qualche punto percentuale in più o in meno per un quarto candidato può sembrare marginale.
In una gara a quattro estremamente equilibrata, invece, anche tre o quattro punti possono decidere il seggio.
La possibile notte del 28 settembre
Proviamo allora a immaginare quattro fotografie.
La vittoria di Roscioli
Roscioli 40%
Benedetto 34%
Giannetta 20%
Toscano 6%
Il centrodestra conserva il seggio.
Giannetta ottiene comunque un risultato importante, ma non sufficiente a rompere il predominio forzista.
Il colpaccio di Benedetto
Benedetto 37%
Roscioli 36%
Giannetta 22%
Toscano 5%
Qui accadrebbe qualcosa di clamoroso: il centrosinistra conquisterebbe il seggio grazie alla spaccatura del centrodestra.
Sarebbe la dimostrazione che la candidatura di Giannetta, pur non arrivando prima, ha cambiato il risultato.
Il terremoto Vannacci
Roscioli 34%
Benedetto 32%
Giannetta 29%
Toscano 5%
Questo sarebbe probabilmente lo scenario più devastante per Forza Italia.
Giannetta non avrebbe vinto, ma Futuro Nazionale sarebbe diventato immediatamente una forza politica da prendere sul serio.
Un 29% sarebbe un terremoto.
Il vero trionfo di Giannetta
E poi c’è lo scenario che oggi sembra più difficile, ma che sarebbe il più clamoroso:
Giannetta 35%
Roscioli 32%
Benedetto 29%
Toscano 4%
In questo caso non parleremmo più di “spaccatura” del centrodestra.
Parleremmo di sorpasso.
Futuro Nazionale avrebbe conquistato il collegio che Forza Italia considerava una propria roccaforte e lo avrebbe fatto sottraendo il candidato a un partito del quale Giannetta era stato uno dei rappresentanti più importanti in Calabria.
Sarebbe il tipo di risultato destinato a cambiare immediatamente le gerarchie nel centrodestra italiano.
Il centrosinistra, intanto, prova a trasformare la frattura in opportunità
È esattamente questo il senso della nota unitaria diffusa dai partiti e movimenti del centrosinistra di Siderno.
Il documento sostiene esplicitamente la candidatura di Frank Benedetto e insiste su tre parole chiave: unità, territorio, alternativa.
La nota presenta Benedetto come una figura capace di rappresentare unitariamente le forze progressiste e sottolinea il suo percorso professionale alla guida della Cardiologia-UTIC del GOM e la sua esperienza gestionale nell’azienda ospedaliera reggina.
Il passaggio politicamente più significativo è però quello nel quale il centrosinistra interpreta la competizione come una contrapposizione tra la propria proposta territoriale e una destra descritta come divisa da “divisioni interne”, candidature provenienti dai “palazzi romani” e cambi di collocazione politica.
È una lettura che punta esattamente al nervo scoperto delle suppletive: la destra ha numeri potenzialmente maggiori, ma per la prima volta arriva al voto divisa.
E il centrosinistra vuole trasformare quella divisione nella propria occasione storica.
Il voto di Siderno e della fascia ionica può essere determinante
Il documento dei partiti sidernesi non è quindi soltanto una dichiarazione di sostegno.
È anche un’indicazione della strategia territoriale di Benedetto.
Il collegio non coincide con la sola Reggio Calabria. Comprende un territorio molto più ampio, con la città dello Stretto, l’area aspromontana, l’entroterra e la fascia ionica. La stessa presentazione della candidatura di Benedetto è stata costruita su questa dimensione territoriale.
Ed è qui che la partita può diventare estremamente interessante.
Se Benedetto riuscisse a trasformare il voto del centrosinistra in un consenso personale più ampio, pescando tra moderati, professionisti, mondo sanitario e società civile, potrebbe ridurre il vantaggio strutturale del centrodestra.
Se contemporaneamente Giannetta riuscisse a mobilitare la propria rete personale e quella di Futuro Nazionale, Roscioli potrebbe trovarsi schiacciato tra due fuochi.
Chi è favorito?
Oggi Fabio Roscioli resta il favorito.
Ma il suo vantaggio non è più quello che sarebbe stato prima dell’ingresso di Giannetta.
La nostra lettura, oggi, è questa:
Roscioli: 40-45% di possibilità di vittoria
Benedetto: 30-35%
Giannetta: 20-25%
Non sono percentuali di consenso elettorale e non sono un sondaggio: sono una valutazione dello scenario politico.
Ma c’è una seconda classifica, forse ancora più importante.
Chi può sorprendere?
Primo: Domenico Giannetta.
Perché è l’unico candidato che può trasformare una suppletiva locale in un evento politico nazionale.
Secondo: Frank Benedetto.
Perché è quello che può beneficiare maggiormente della divisione del centrodestra.
Terzo: Fabio Roscioli.
Perché resta il candidato con la macchina politica più forte e con il bacino elettorale di partenza più consistente.
La vera incognita è quindi la percentuale di Giannetta.
Sotto il 15%: Roscioli respira.
Tra il 15 e il 20%: la partita si fa seria.
Tra il 20 e il 25%: il seggio può davvero cambiare padrone.
Oltre il 25%: Futuro Nazionale avrebbe già vinto una parte importantissima della propria battaglia, anche se Giannetta non arrivasse primo.
E se arrivasse davanti a Roscioli, allora il 28 settembre non sarebbe semplicemente la data di un’elezione suppletiva.
Sarebbe la notte in cui il “regno” di Forza Italia a Reggio Calabria potrebbe scoprire di non essere più incontestabile.
La nota dei partiti e movimenti del centrosinistra di Siderno
La posizione politica del centrosinistra sidernese si inserisce perfettamente in questa strategia: trasformare la candidatura di Benedetto nell’espressione di un fronte progressista unitario e fortemente radicato nel territorio.
Suppletive alla Camera, il centrosinistra sidernese sostiene Frank Benedetto
I sottoscritti partiti e movimenti del Centrosinistra sidernese, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra, Casa Riformista, Partito Repubblicano Italiano e Possibile, in vista delle elezioni suppletive della Camera dei Deputati in programma il 27 e 28 settembre 2026 nel collegio uninominale 05-Reggio di Calabria, sostengono con convinzione la candidatura di Frank Benedetto, figura di grande spessore politico, umano e professionale, capace di rappresentare in maniera unitaria le forze progressiste per autorevolezza, profondo legame al territorio e capacità di rappresentare un progetto comune.
Medico cardiologo, Frank Benedetto è direttore della Cardiologia-UTIC del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi-Melacrino-Morelli” di Reggio Calabria. Nel corso della sua attività ha maturato una lunga esperienza clinica, scientifica e gestionale e ha ricoperto anche l’incarico di direttore generale dell’Azienda ospedaliera reggina.
È un percorso costruito accanto ai pazienti e alle loro famiglie, in un presidio che rappresenta un punto di riferimento per l’intero territorio metropolitano: un’esperienza che gli ha permesso di conoscere da vicino le difficoltà, le attese e le speranze di questa terra.
La candidatura del dottor Benedetto rappresenta pienamente l’attenzione al territorio e il rapporto con i cittadini dell’intera coalizione di centrosinistra, una compagine alternativa a una destra che, anche in queste ore, sta offrendo il peggio di sé, lacerata da divisioni interne, candidature imposte dai palazzi romani e opportunismi dei transfughi da un partito all’altro, capaci di repentini cambi di casacca pur di soddisfare i propri disegni di rivalsa politica.
L’alternativa al Governo Meloni, che ha impoverito gli italiani per sperperare denaro pubblico in armi e nei centri di permanenza per migranti in Albania che non hanno mai funzionato, passa anche dall’implementazione della rappresentanza parlamentare di un territorio difficile e pieno di potenzialità inespresse come quello del Reggino.
L’impegno comune per l’elezione di Frank Benedetto alla Camera rappresenta un segnale di fiduciosa ripartenza per un centrosinistra testardamente unitario e pronto a dare agli italiani una prospettiva di Governo capace di riportare fiducia nel futuro, specie alle classi popolari e ai ceti produttivi così pesantemente danneggiati da un esecutivo di destra tenuto insieme solo dall’istinto di autoconservazione.
I partiti e movimenti del Centrosinistra rappresentati nel centro più popoloso della Riviera dei Gelsomini invitano quindi i cittadini a partecipare alla costruzione di un’alternativa al Governo Meloni, votando Frank Benedetto, uomo di questa terra, professionista di rara capacità e sensibilità, politico serio e affidabile.
Partito Democratico
Movimento 5 Stelle
Alleanza Verdi-Sinistra
Casa Riformista
Partito Repubblicano Italiano
Possibile
