Alemanno: «Benzina sopra i 2 euro, basta guerre contrarie all’interesse nazionale»
La benzina torna a superare quota 2 euro al litro e Gianni Alemanno lega il caro-carburanti alle conseguenze delle guerre e delle scelte di politica estera degli ultimi anni.
In una dichiarazione pubblicata sui social, l’ex sindaco di Roma e leader politico in Futuro Nazionale sostiene che, una volta terminate le «piccole agevolazioni» finanziate dal Governo, il prezzo di benzina e diesel sia aumentato ulteriormente, aggravando le difficoltà economiche delle famiglie italiane.
Alemanno individua precise responsabilità politiche. Secondo la sua lettura, una parte dell’aumento dei carburanti sarebbe collegata alle conseguenze delle guerre e delle tensioni internazionali. Nel mirino finiscono in particolare Donald Trump, per l’azione militare statunitense contro l’Iran, e i governi italiani che hanno sostenuto la linea europea sulla guerra in Ucraina.
«Perché il Presidente USA Trump ha attaccato l’Iran senza un motivo preciso e pensando che avrebbe subito vinto», afferma Alemanno, indicando quella che considera una delle cause dell’attuale situazione geopolitica.
L’ex sindaco di Roma critica quindi la politica italiana nei confronti della Russia e dell’Ucraina. Nel suo intervento sostiene che il Governo Draghi prima e quello guidato da Giorgia Meloni poi abbiano seguito le decisioni dell’Unione europea, coinvolgendo l’Italia nel conflitto al fianco dell’Ucraina.
Una posizione che Alemanno sintetizza con parole molto nette: «Siamo coinvolti in bagni di sangue inutili e interminabili», sostenendo che le conseguenze dei conflitti non siano soltanto geopolitiche, ma ricadano direttamente sulla vita quotidiana degli italiani attraverso l’aumento dei costi e delle difficoltà economiche.
Il tema centrale della sua dichiarazione è dunque il rapporto tra politica estera, guerre e costo della vita. Per Alemanno, l’Italia dovrebbe interrompere il sostegno a conflitti che, a suo giudizio, non corrispondono agli interessi nazionali.
«Noi diciamo basta, riprendiamoci le chiavi di casa e rifiutiamo guerre contrarie al nostro interesse nazionale», conclude.
Alemanno definisce questa impostazione il «nostro sovranismo», collegando così la questione del prezzo dei carburanti a una più ampia critica della collocazione internazionale dell’Italia e delle scelte assunte negli ultimi anni.
Le affermazioni rappresentano la posizione politica espressa da Alemanno nel suo intervento e non costituiscono, di per sé, una dimostrazione causale dell’andamento dei prezzi dei carburanti: benzina e diesel sono influenzati da numerosi fattori, tra cui quotazioni internazionali del petrolio, raffinazione, cambio, fiscalità e dinamiche geopolitiche.
