Iran, dodicesima notte di raid Usa: colpiti obiettivi militari. Tensione nello Stretto di Hormuz
Prosegue l’escalation militare tra Stati Uniti e Iran. Nella notte gli Stati Uniti hanno condotto la dodicesima ondata consecutiva di attacchi contro obiettivi iraniani. Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato al termine delle operazioni di aver colpito infrastrutture militari, tra cui risorse navali, depositi di missili e droni, siti di sorveglianza costiera e sistemi di difesa aerea.
Secondo quanto riferito dal Centcom, l’operazione ha l’obiettivo di ridurre ulteriormente la capacità dell’Iran di minacciare la navigazione civile e commerciale nel Golfo Persico. Diverse fonti riportano che Teheran sarebbe stata colpita in tre punti e, secondo Axios, Washington sarebbe tornata a impiegare i bombardieri strategici B-1.
Nel frattempo cresce la tensione nello Stretto di Hormuz. Le Guardie della Rivoluzione iraniane (Pasdaran) affermano di aver fermato tre petroliere che stavano tentando di attraversare una rotta minata a sud dello stretto. Secondo la versione diffusa dai media iraniani, una delle navi sarebbe stata coinvolta in un’esplosione con un grave incendio a bordo, mentre le altre due avrebbero invertito la rotta.
Le autorità iraniane denunciano inoltre che due imbarcazioni destinate alle operazioni di ricerca e soccorso marittimo, la Naji 15 e la Naji 16, sarebbero state colpite e gravemente danneggiate in quello che definiscono un “atto ostile americano-sionista”. Teheran sostiene che le due unità svolgessero esclusivamente missioni umanitarie.
Sul fronte statunitense, il Centcom ha dichiarato di aver rafforzato il blocco navale contro l’Iran. Secondo Washington, nel corso del mese sono state dirottate nove navi commerciali e resa inoperativa una decima per impedire il traffico marittimo da e verso i porti iraniani. Gli Stati Uniti hanno inoltre ribadito che oltre 50.000 militari americani restano schierati in Medio Oriente, mantenendo il massimo livello di allerta.
