Furto di 80 fiale di fentanyl a Roma. Esclusiva | Il Generale Luigi Del Vecchio: “È un segnale inquietante, il vero pericolo viaggia sul Dark Web e mette a rischio i nostri giovani”
ROMA – Il furto di 80 fiale di fentanyl dall’ospedale Israelitico di Roma, nella sede di via Fulda, alla Magliana, ha acceso i riflettori su una vicenda che va ben oltre il semplice episodio di cronaca. La denuncia contro ignoti è stata presentata il 24 giugno, mentre il furto sarebbe stato commesso nei due giorni precedenti. Secondo gli investigatori, la cassaforte che custodiva il potente oppioide non presentava segni di effrazione, particolare che lascia ipotizzare l’utilizzo di una chiave regolarmente in uso all’interno della struttura. Tra le piste seguite dalla Procura di Roma, che ha aperto un’inchiesta affidata ai Carabinieri del Nas, vi è anche quella di un furto su commissione finalizzato ad alimentare il mercato illecito delle sostanze stupefacenti.
L’episodio ha immediatamente allertato il Governo, che ha convocato una riunione straordinaria a Palazzo Chigi per rafforzare le misure di controllo sui medicinali ad alto rischio. Anche il Ministero della Salute ha disposto un’ispezione interna e annunciato un ulteriore irrigidimento delle procedure di custodia dei farmaci contenenti sostanze stupefacenti, mentre l’ospedale Israelitico ha assicurato piena collaborazione con gli inquirenti, precisando che l’attività assistenziale non ha subito alcuna interruzione.
Ma quanto è realmente pericoloso il furto di decine di fiale di fentanyl? Quali conseguenze potrebbe avere se questa sostanza finisse nelle mani della criminalità organizzata? E soprattutto, quanto è concreto il rischio che anche l’Italia possa conoscere un’emergenza simile a quella che da anni colpisce gli Stati Uniti?
A queste domande risponde, in un’intervista esclusiva rilasciata a La Prima Pagina, il Generale Luigi Del Vecchio, ufficiale della Guardia di Finanza in congedo, protagonista di una lunga carriera investigativa nel contrasto ai traffici illeciti e alla criminalità organizzata.
«Quello che è accaduto è profondamente inquietante – esordisce il Generale Del Vecchio – perché conferma che il fentanyl è ormai un obiettivo della criminalità. Il mercato nero delle sostanze stupefacenti, oggi, viaggia soprattutto attraverso il web e il Dark Web, dove gli scambi illegali raggiungono numeri impressionanti e sono sempre più difficili da intercettare».
L’ex alto ufficiale richiama poi l’attenzione sulla straordinaria pericolosità di questa sostanza sintetica.
«Il fentanyl, conosciuto anche come “droga zombie”, ha già provocato negli Stati Uniti oltre 200 mila vittime. È un oppioide con una potenza almeno cento volte superiore alla morfina e crea dipendenza in tempi rapidissimi. Molti consumatori lo assumono insieme ad alcol, cocaina, eroina o psicofarmaci, aumentando in maniera esponenziale il rischio di arresto cardiaco e di overdose mortale».
Secondo Del Vecchio, le ultime attività investigative delle Forze dell’Ordine dimostrano che il nostro Paese non può più considerarsi al riparo.
«Le indagini più recenti evidenziano il concreto rischio che questo potentissimo oppioide possa diffondersi anche in Italia. Oggi i numeri sono ancora relativamente contenuti, ma proprio per questo bisogna intervenire prima che il fenomeno diventi incontrollabile».
La maggiore preoccupazione riguarda le nuove generazioni.
«Sono molto preoccupato per i ragazzi della Generazione Z e, soprattutto, per le vendite non tracciate sul Dark Web. I giovani spesso non hanno la reale percezione del rischio che corrono assumendo una sostanza sintetica. Bastano dosi minime per provocare conseguenze irreversibili».
Il Generale guarda già alla prossima emergenza.
«Fra qualche tempo sentiremo parlare sempre di più delle Nitazene, nuovi oppioidi sintetici ancora più potenti, frutto della sintesi chimica e con effetti potenzialmente devastanti. La criminalità è sempre un passo avanti e cerca continuamente nuove sostanze da immettere sul mercato».
Infine, lancia un appello che chiama in causa istituzioni, famiglie e scuola.
«Oggi la fascia maggiormente esposta è quella della popolazione studentesca e quindi dei minorenni. È necessario investire molto di più nella prevenzione e nell’educazione. Le droghe sintetiche stanno modificando profondamente il mercato degli stupefacenti e, sotto molti aspetti, ho la sensazione che siamo tornati indietro di cinquant’anni. Non possiamo permetterci di sottovalutare questo fenomeno».
