Comunione, ascolto e missione: il vescovo Accrocca rilancia il cammino condiviso delle diocesi di Assisi e Foligno
“Facciamo comunione perché il gioco di squadra premia sempre”: questo il messaggio lanciato da monsignor Felice Accrocca al termine dell’assemblea interdiocesana svoltasi a Foligno. A settembre la consegna del nuovo piano pastorale.
La comunione come stile ecclesiale, il discernimento come metodo e la missione come orizzonte. Sono questi i pilastri indicati dal vescovo Felice Accrocca al termine della due giorni dell’assemblea interdiocesana delle diocesi di Diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e Diocesi di Foligno, che si è svolta tra venerdì 5 e sabato 6 giugno nella chiesa di San Paolo Apostolo a Foligno.
Un appuntamento che ha riunito sacerdoti, religiosi e laici impegnati nella vita pastorale dei due territori ecclesiali per confrontarsi sul futuro delle comunità e individuare percorsi condivisi in vista della stesura del nuovo piano pastorale.
Al centro dell’incontro il tema “Lievito di fraternità per un unico pane. Insieme al Vescovo Felice per discernere scelte di comunione e di missione”, sviluppato attraverso tavoli di lavoro e momenti di confronto dedicati a sei grandi aree tematiche della vita ecclesiale.
Nel suo intervento introduttivo, il vescovo Accrocca ha espresso con chiarezza la propria visione per il cammino delle due diocesi.
«L’attesa che ho è quella della comunione perché il gioco di squadra premia sempre. La comunione premia a tutti i livelli. Sogno una comunione tra le due diocesi, tra le parrocchie, nella parrocchia», ha affermato, indicando nell’unità il presupposto indispensabile per affrontare le sfide pastorali del presente.
Il richiamo alla comunione non si è limitato alle strutture ecclesiastiche tradizionali, ma è stato esteso anche alle diverse realtà associative e ai movimenti sorti soprattutto dopo il Concilio Vaticano II. Secondo il presule, infatti, il rischio di chiudersi nel proprio ambito di appartenenza può compromettere la capacità della Chiesa di essere realmente segno di unità e testimonianza nel mondo.
«La comunità deve esserci anche tra le diverse realtà ecclesiali. Se ognuno si chiude nel proprio orizzonte, nel proprio orto, non si farà troppa strada», ha sottolineato. Un percorso che, secondo il vescovo, richiede anche il coraggio di compiere scelte difficili. «La comunione a volte richiede delle potature, ma le potature sono quelle che fanno vivere la pianta».
Particolare attenzione è stata dedicata al tema del discernimento comunitario, indicato da Accrocca come strumento fondamentale per leggere la realtà e progettare il futuro delle comunità cristiane.
«Per fare discernimento non si può partire da una tesi da dimostrare – ha spiegato – perché una pre-convinzione rischia di viziare il discernimento stesso. Occorre libertà nell’indagine e una lettura della realtà a 360 gradi». Un’analisi che deve coinvolgere anche il vissuto pastorale delle comunità, senza però cadere nell’errore di mantenere artificialmente situazioni ormai superate.
Da qui l’invito ad abbandonare ogni forma di “accanimento terapeutico” nei confronti di modelli pastorali non più efficaci e ad aprirsi con coraggio alle esigenze del futuro, mettendo sempre al centro il bene comune.
Il vescovo ha inoltre delineato uno stile preciso per il cammino ecclesiale: ascoltare tutti, valorizzare i contenuti senza lasciarsi condizionare da chi li esprime, favorire processi di cambiamento autentici e superare la tentazione di limitarsi a soluzioni temporanee o superficiali.
La seconda giornata dell’assemblea è stata caratterizzata da un intenso lavoro di gruppo. I partecipanti hanno approfondito le questioni emerse dalla relazione presentata venerdì dal vicario generale, Giovanni Zampa, che aveva proposto una riflessione sulla necessità di rafforzare le sinergie tra le due diocesi e di integrare in modo più efficace la pastorale ordinaria con quella straordinaria legata ai grandi eventi che hanno segnato gli ultimi due anni.
I tavoli di confronto si sono concentrati su sei ambiti strategici: il Consiglio pastorale, gli uffici e i servizi diocesani, il progetto diocesano e l’evangelizzazione degli adulti, l’iniziazione cristiana, la formazione permanente e il tema del ripensamento delle comunità ecclesiali.
Le sintesi elaborate dai gruppi costituiranno ora la base operativa per la redazione del nuovo piano pastorale, documento che dovrà orientare il cammino delle due diocesi nei prossimi anni.
La consegna ufficiale del piano pastorale avverrà in due momenti distinti. Per la diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino l’appuntamento è fissato per il 13 settembre nella cattedrale di Cattedrale di San Rufino, mentre per la diocesi di Foligno il documento sarà presentato il 20 settembre nella Cattedrale di San Feliciano.
La due giorni di Foligno rappresenta così una tappa significativa di un percorso che punta a rafforzare la collaborazione tra le due Chiese locali, favorendo una maggiore integrazione delle risorse, delle esperienze e delle progettualità pastorali. Un cammino che, nelle intenzioni del vescovo Accrocca, dovrà essere guidato non soltanto da scelte organizzative, ma soprattutto da una rinnovata cultura della fraternità e della corresponsabilità, nella convinzione che, come ha ricordato lo stesso presule, «il gioco di squadra premia sempre».
