Gigi Proietti, rubata la lapide della tomba al Verano: indagini in corso

Gigi Proietti

Un gesto che ha suscitato indignazione e sconcerto. Nel pomeriggio di sabato 6 giugno 2026, ignoti hanno danneggiato e sottratto la lapide della tomba di Gigi Proietti presso il cimitero monumentale Cimitero del Verano.

L’episodio è stato scoperto nelle ore successive e ha immediatamente fatto scattare la denuncia alle autorità competenti. A renderlo noto è stata l’azienda capitolina che gestisce i servizi cimiteriali, la quale ha confermato di essersi attivata tempestivamente in collaborazione con le forze dell’ordine.

Secondo le prime informazioni disponibili, i responsabili avrebbero danneggiato il sepolcro dell’attore per poi portare via la lapide commemorativa. Un atto vandalico che colpisce uno dei luoghi più visitati del Verano, dove numerosi cittadini e ammiratori si recano per rendere omaggio a uno degli artisti più amati della cultura italiana.

Determinante per le indagini potrebbe essere il sistema di videosorveglianza presente nell’area. Le telecamere avrebbero infatti ripreso i movimenti dei responsabili, fornendo elementi utili agli investigatori per identificarli e ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto.

L’azienda ha comunicato di aver immediatamente messo a disposizione degli inquirenti le immagini registrate e di essere al lavoro per ripristinare il prima possibile il decoro della sepoltura. Le forze dell’ordine stanno ora analizzando il materiale video e raccogliendo ulteriori elementi per risalire agli autori del furto.

La notizia ha rapidamente fatto il giro dei social network, dove numerosi utenti hanno espresso rabbia e amarezza per quanto accaduto. Molti hanno ricordato il legame speciale che Gigi Proietti continua ad avere con Roma e con il pubblico italiano, che ancora oggi ne celebra il talento, l’ironia e l’eredità artistica.

Scomparso il 2 novembre 2020, nel giorno del suo ottantesimo compleanno, Proietti resta una delle figure più rappresentative dello spettacolo italiano. Attore, regista, doppiatore e maestro di teatro, ha lasciato un segno profondo nella cultura nazionale, formando generazioni di artisti e conquistando il pubblico con interpretazioni diventate patrimonio collettivo.

L’auspicio è che le indagini possano portare rapidamente all’individuazione dei responsabili e al recupero della lapide sottratta, restituendo dignità a un luogo che rappresenta non solo il ricordo di un grande artista, ma anche un punto di riferimento affettivo per migliaia di persone.