Flotilla diretta a Gaza fermata nel Mediterraneo: blitz israeliano vicino a Creta, attivata la Farnesina
Un’operazione militare israeliana ha fermato nel Mediterraneo la Global Sumud Flotilla, missione navale umanitaria diretta verso Gaza con aiuti, medicine e personale specializzato. Il blitz è avvenuto in acque internazionali, a circa settanta miglia da Creta, in un’area sotto competenza greca, e ha coinvolto decine di imbarcazioni partite pochi giorni prima.
Secondo le testimonianze degli attivisti a bordo, l’azione è stata preceduta da minacce via radio e da un’intensa attività di droni che hanno sorvolato la flotta a bassa quota, disturbando le comunicazioni. Nel giro di poco tempo, almeno undici barche avrebbero perso il contatto, mentre diversi equipaggi sarebbero stati costretti a fermarsi sotto la minaccia delle armi.
Le autorità israeliane hanno rivendicato l’operazione, definendola una delle più lontane mai condotte dai propri confini. Di contro, gli organizzatori della missione parlano di “pirateria internazionale” e di un’escalation senza precedenti, denunciando il sequestro di civili in acque internazionali.
Il blitz e le tensioni in mare
L’intervento sarebbe scattato intorno alle 21.30, quando alcune motovedette, identificate come israeliane, hanno intercettato le prime imbarcazioni. Subito dopo, i sistemi radio della flotta sarebbero stati disturbati, rendendo difficili le comunicazioni tra le navi.
Dai video diffusi sui social dagli attivisti si vedono momenti di forte tensione: uomini armati che prendono il controllo delle barche, equipaggi con le mani alzate e costretti a inginocchiarsi. Alcuni racconti parlano anche di puntatori laser e armi spianate contro i volontari.
Via radio, secondo quanto riferito, sarebbe arrivato un ultimatum: dirigersi verso il porto israeliano di Ashdod oppure interrompere la missione. Qualsiasi tentativo di proseguire verso Gaza sarebbe stato considerato “azione ostile”.
Farnesina in allerta: italiani a bordo
A bordo della flotilla si trovano circa cinquanta cittadini italiani. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha attivato immediatamente l’Unità di crisi e le ambasciate italiane a Tel Aviv e ad Atene per chiarire la situazione e garantire la sicurezza dei connazionali.
La Farnesina ha chiesto spiegazioni ufficiali alle autorità israeliane, che al momento non hanno fornito dettagli completi sull’operazione, limitandosi a diffondere contenuti critici nei confronti della missione umanitaria.
Proteste e reazioni politiche
Dal centro di coordinamento a terra della flotilla è partita una mobilitazione con manifestazioni previste in tutta Italia. Gli organizzatori chiedono un intervento immediato dell’Unione europea e dei governi nazionali per tutelare i volontari coinvolti.
Dure anche le reazioni politiche. Esponenti dell’opposizione parlano di “atto di pirateria” e chiedono al governo italiano di agire con urgenza per garantire l’incolumità degli attivisti.
L’episodio riaccende così la tensione internazionale attorno al blocco della Striscia di Gaza e apre un nuovo fronte diplomatico, con interrogativi sul rispetto del diritto internazionale in acque considerate neutrali.
