Ungheria, scontro sulla narrazione: “Sinistra o destra?” Tajani rivendica la vittoria del centrodestra europeista

La vittoria politica in Ungheria accende il dibattito anche in Italia, dove la lettura del risultato divide profondamente. Da un lato, parte della sinistra italiana tende ad interpretare il nuovo corso come un segnale di cambiamento in senso progressista. Dall’altro, il centrodestra respinge con forza questa ricostruzione, rivendicando invece una chiara affermazione dell’area moderata ed europeista.

A intervenire con toni netti è Antonio Tajani, leader di Forza Italia, che definisce “fuorviante” l’etichetta di sinistra attribuita al nuovo protagonista della scena ungherese. Secondo Tajani, infatti, Péter Magyar rappresenta a pieno titolo il campo del centrodestra europeo.

“Non c’è alcuna ambiguità – sottolinea Tajani –. In Ungheria ha vinto un centrodestra europeista, moderato e popolare”. Il riferimento è all’appartenenza politica di Magyar al Partito Popolare Europeo (PPE), lo stesso gruppo parlamentare in cui siedono gli eurodeputati azzurri.

La presa di posizione del vice premier italiano ha anche un chiaro valore politico interno: contrastare quella che viene percepita come una “narrazione opportunistica” da parte della sinistra italiana, accusata di voler rivendicare un risultato non proprio.

Il caso ungherese, dunque, si trasforma in un terreno di scontro simbolico anche in Italia, dove le etichette politiche diventano oggetto di contesa tanto quanto i programmi. E mentre Budapest guarda a Bruxelles, a Roma si combatte una battaglia tutta semantica: chi può davvero rivendicare la vittoria?