Teheran avverte Washington: “Prezzi del carburante destinati a salire dopo il blocco nello Stretto di Hormuz”

“Godetevi gli attuali prezzi alla pompa. Con il cosiddetto ‘blocco’, presto rimpiangerete i 4-5 dollari al gallone”.

È il duro messaggio pubblicato su X dal presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, in risposta all’ordine del presidente statunitense Donald Trump di imporre un blocco navale nello Stretto di Hormuz, dopo il fallimento dei colloqui per il cessate il fuoco con l’Iran a Islamabad.

Nel suo intervento, Ghalibaf ha avvertito che la mossa potrebbe avere conseguenze dirette sui consumatori americani, con un possibile aumento dei prezzi del carburante. A sostegno della sua tesi, ha pubblicato anche un grafico sui prezzi del carburante nei pressi della Casa Bianca e condiviso una formula definita “criptica”, interpretata da alcuni osservatori come un riferimento tecnico agli shock cumulativi sui mercati energetici.

La tensione tra Teheran e Washington si inserisce in un contesto già fortemente instabile, con il nodo dello Stretto di Hormuz — passaggio strategico per il commercio globale del petrolio — tornato al centro dello scontro geopolitico.