Italia nega atterraggio bombardieri Usa a Sigonella: decisione difesa e governo sotto controllo parlamentare
L’Italia ha negato l’autorizzazione all’atterraggio di alcuni bombardieri statunitensi a Sigonella. La decisione, avvenuta nei giorni scorsi, è stata resa nota solo oggi e segue la comunicazione immediata del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano, al ministro della Difesa Guido Crosetto.
Palazzo Chigi sottolinea che «l’Italia agisce nel rispetto degli accordi internazionali vigenti e degli indirizzi espressi dal governo alle Camere», ribadendo che ogni richiesta è valutata caso per caso. «Non ci sono criticità né frizioni con i partner internazionali. I rapporti con gli Stati Uniti restano solidi e improntati a piena collaborazione», si legge nella nota ufficiale.
Il ministro Crosetto ha chiarito sui social: «Le basi sono attive, in uso e nulla è cambiato. Non c’è alcun raffreddamento con gli Usa, che conoscono le regole del 1954».
La vicenda ha avuto origine da un piano di volo di bombardieri Usa diretto verso il Medio Oriente, comunicato mentre gli aerei erano già in volo, senza alcuna autorizzazione preventiva. Verifiche dello Stato maggiore italiano hanno accertato che si trattava di operazioni non comprese nei trattati vigenti. Portolano, su mandato del ministro, ha quindi informato il Comando Usa che l’atterraggio non era consentito.
Le reazioni politiche non si sono fatte attendere. Il deputato Pd Anthony Barbagallo ha chiesto un chiarimento in Parlamento, mentre Giuseppe Conte (M5S) ha parlato di «atto dovuto» e sollecitato ulteriori misure. Critico Angelo Bonelli di Avs, che ha condannato la supremazia militare statunitense, mentre Carlo Calenda auspica una svolta europea. In senso opposto, Roberto Vannacci (Futuro Nazionale) e Raffaele Nevi (Forza Italia) hanno definito la decisione «coerente e responsabile», sottolineando la necessità di rispettare i trattati e il ruolo del Parlamento.
In sintesi, l’Italia conferma così la linea di controllo parlamentare sulle operazioni militari straniere sul proprio territorio, evitando di entrare in conflitti esterni senza approvazione e ribadendo la trasparenza e il rispetto degli accordi internazionali.
