“No No Note”: Dose trasforma le notti insonni in un racconto di memoria e sopravvivenza emotiva
In “No No Note”, Dose esplora la memoria delle notti difficili, quelle che restano impresse e segnano un percorso personale. Tra scelte sbagliate, disillusione e riflessioni notturne, il brano diventa un racconto lucido di fragilità e resistenza emotiva. Le notti diventano così un archivio di esperienze e legami fondamentali che, nonostante tutto, permettono di andare avanti.
Hai raccontato che questo brano è nato durante notti in cui dormire era impossibile: cosa succede nella tua testa in quelle ore?
Esattamente quello che avete sentito, riflessioni, modi di risolvere problematiche non create solo da noi ma da quello che sono le dicerie. In parole povere succede che creo testi.
La scrittura notturna cambia il modo in cui racconti le cose rispetto al giorno?
Assolutamente no, cambia magari l’argomento di quello che scrivo ma mai il modo di ragionare nel farlo.
Nel brano sembra esserci una ricerca di lucidità dentro il caos: quanto è stato terapeutico scriverlo?
È stato più terapeutico sentirlo finito che scriverlo, la scrittura è uno sfogo, l’ascolto una terapia.
Le notti difficili spesso lasciano cicatrici ma anche insegnamenti: quale lezione ti hanno lasciato le tue?
Che è meglio esporsi per quello che si è davvero al posto che lasciar costruire false verità alle dicerie che vengono create solo per sentito dire o supposizioni non fondate.
Pensi che “No No Note” sia uno dei tuoi brani più sinceri finora?
I miei brani sono tutti sinceri alla stessa maniera, ognuno ha un suo argomento preciso che si collega a quello prima e sarà collegato al prossimo che uscirà. Espormi, essere sincero, e raccontare il mio passato sono la sincerità nella forma più pura dei miei testi.
