Decreto bollette, via libera del governo: fino a 315 euro di bonus per le famiglie a basso reddito

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri l’atteso decreto legge per il taglio delle bollette elettriche e del gas a favore di famiglie e imprese. Un provvedimento che, secondo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, garantirà «risparmi e benefici diretti nell’ordine di oltre 5 miliardi di euro». Più prudente il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, che quantifica l’intervento in «oltre tre miliardi».

Il decreto si muove su due direttrici: sostegno alle famiglie a basso reddito e riduzione dei costi energetici per le aziende. Misure accolte con favore dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini, che parla di «segnale importante nella giusta direzione», ma criticate dalle opposizioni e da alcune associazioni dei consumatori, che le giudicano insufficienti.

Bonus fino a 315 euro per le famiglie vulnerabili

Il primo capitolo riguarda circa 2,7 milioni di famiglie considerate “vulnerabili”, già beneficiarie del bonus sociale (Isee fino a 9.796 euro o fino a 20mila euro con almeno quattro figli). Per loro è previsto uno sconto aggiuntivo di 115 euro annui sulla bolletta elettrica, che si somma ai 200 euro già previsti: in totale, fino a 315 euro l’anno.

Inoltre, il decreto introduce uno sconto volontario di almeno 60 euro annui per le famiglie con Isee fino a 25mila euro che oggi non accedono al bonus sociale. Saranno i venditori di energia a decidere se applicarlo, in cambio di incentivi.

Secondo le stime dell’esecutivo, l’impatto complessivo dell’intervento sulle famiglie si inserisce in una manovra che punta a ridurre la pressione dei costi energetici in una fase ancora segnata da forti oscillazioni dei mercati.

Tagli alle bollette per imprese e artigiani

Il secondo asse del decreto riguarda il mondo produttivo, che da anni denuncia un differenziale di costo dell’energia rispetto ai concorrenti europei.

«Il complesso di queste norme produrrà un taglio sulle bollette di luce e gas di tutte le aziende», ha dichiarato Meloni. Nel dettaglio:

un artigiano o un piccolo ristoratore potrà risparmiare in media oltre 500 euro l’anno sull’elettricità e circa 200 euro sul gas;

una piccola o media impresa fino a 9mila euro l’anno per la luce e 10mila per il gas;

le grandi imprese gasivore fino a oltre 220mila euro l’anno sul gas.

Positive le reazioni di Confindustria, mentre le aziende produttrici di energia esprimono preoccupazione per il cambiamento nei meccanismi di formazione del prezzo, che potrebbe ridurre i margini di profitto.

Coperture e nodo Ue

Per finanziare le misure, il governo ha previsto un aumento del 2% dell’Irap per il triennio 2026-2028 a carico delle imprese che producono, distribuiscono e forniscono energia. Le risorse – stimate in un miliardo in tre anni – serviranno ad abbattere gli oneri di sistema per oltre 4 milioni di imprese.

Tra le novità, anche la creazione di una piattaforma pubblica che consentirà alle aziende, comprese le più piccole, di aggregarsi per acquistare energia direttamente dai produttori a prezzi più vantaggiosi rispetto ai picchi di mercato.

Il decreto introduce inoltre il cosiddetto “disaccoppiamento” del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas e interviene sulla neutralizzazione degli Ets, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione. Una scelta definita «coraggiosa» dalla premier, ma che richiederà l’autorizzazione della Commissione europea.

Critiche dall’opposizione: il leader dei Verdi Angelo Bonelli parla di misure «non strutturali», mentre dal Partito Democratico si teme che il provvedimento possa «infrangersi sulle norme Ue».

Il decreto ora dovrà affrontare l’iter parlamentare per la conversione in legge, in un confronto politico che si preannuncia serrato tra esigenze di tutela sociale, competitività industriale e vincoli europei.