Scuola, matematica e dialogo internazionale: l’esperienza del professor Jesús Castañeda Rivera
Un viaggio dentro il sistema educativo messicano, ma anche un racconto di vocazione, innovazione didattica e cooperazione internazionale. È questo il cuore de L’Approfondimento curato da Pino Cinquegrana, andato in onda il 16 gennaio 2026, che ha visto protagonista il professor Jesús Castañeda Rivera, docente di matematica e finalista del Global Teacher Prize, riconoscimento che premia ogni anno i migliori insegnanti del mondo.
Nel corso dell’intervista, Castañeda Rivera ha offerto uno spaccato dettagliato della scuola in Messico, partendo dalla propria esperienza personale. «Essere finalisti del Global Teacher Prize – ha spiegato – significa avere una vocazione profonda per l’insegnamento, amare la propria disciplina e creare spazi autentici di apprendimento per gli studenti». Una visione che si traduce, nel suo caso, in un approccio alla matematica meno astratto e più legato alla vita quotidiana, al contesto sociale e culturale degli studenti.
La matematica, ha sottolineato il docente, è spesso percepita come una materia difficile e distante. Per questo motivo, da anni lavora su metodologie che la rendano accessibile, collegandola ad altre aree del sapere, all’estetica, all’ambiente e alle esperienze concrete degli studenti. Un modo per superare frustrazione e sfiducia, aiutando i ragazzi a riconoscere le proprie capacità.
Ampio spazio è stato dedicato alla struttura del sistema educativo messicano. L’istruzione è organizzata in tre livelli – educazione di base, media superiore e superiore – ed è regolata dalla Secretaría de Educación Pública. La scuola pubblica è gratuita e laica, come stabilito dalla Costituzione, mentre quella privata prevede il pagamento di una retta. Particolare attenzione è riservata alla distinzione tra percorsi generali e tecnici, soprattutto nella scuola secondaria e nel bachillerato, dove alla formazione teorica si affiancano competenze pratiche utili per il mondo del lavoro.
Un altro tema centrale è stato quello delle lingue e dell’identità culturale. Negli ultimi anni, con il modello della Nueva Escuela Mexicana, il Messico ha avviato un percorso di valorizzazione delle lingue originarie, riconoscendo la ricchezza multiculturale del Paese e integrandola nei programmi scolastici.
Castañeda Rivera insegna presso la Scuola Normale delle Huastecas, nello Stato di Hidalgo, un’istituzione chiave per la formazione dei futuri docenti. Ogni anno, ha ricordato, la scuola contribuisce alla preparazione di centinaia di nuovi insegnanti destinati a operare anche in contesti rurali e segnati da forti disuguaglianze sociali. «Formare buoni maestri – ha affermato – significa incidere direttamente sul futuro delle comunità».
Nel dialogo è emersa anche l’importanza della mobilità internazionale. Il professore ha ricordato con particolare apprezzamento le esperienze di scambio in Italia, tra Roma e Tropea, e la collaborazione con docenti italiani anch’essi finalisti del Global Teacher Prize. Un confronto che rientra a pieno titolo nella pedagogia comparata e che, secondo Castañeda Rivera, rappresenta una leva fondamentale per migliorare i sistemi educativi a livello globale.
Non sono mancati riferimenti alle criticità: difficoltà di apprendimento, disuguaglianze territoriali, carenze infrastrutturali. Tuttavia, il messaggio finale è stato improntato alla fiducia nel ruolo degli insegnanti e nella capacità della scuola di innovare.
L’intervista si è chiusa con l’auspicio di nuovi incontri e di un dialogo sempre più stretto tra scuola italiana e messicana, nel segno della qualità educativa, della ricerca e della responsabilità sociale dell’insegnamento.
