Autovelox non censiti: in vigore la legge che spegne i dispositivi irregolari

autovelox ph pixabay

Da ieri, i comuni, gli enti locali e le forze dell’ordine che non hanno comunicato i dati relativi agli autovelox alla piattaforma ministeriale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) dovranno spegnere i dispositivi non censiti (qui l’elenco). Il provvedimento è stato attuato in conformità al Decreto Ministeriale n. 367 del 29 settembre scorso, che stabilisce l’obbligo di registrare le informazioni relative agli apparecchi di rilevamento della velocità, tra cui localizzazione, modello, omologazione e conformità.

La piattaforma telematica, attivata dal MIT, doveva essere utilizzata da comuni e forze dell’ordine per fornire tali dettagli entro 60 giorni, scaduti ieri, 29 novembre. I dispositivi non registrati, quindi, non potranno più essere utilizzati, e le multe emesse da apparecchi non censiti saranno considerate nulle.

“Un provvedimento importante per la trasparenza e il rispetto delle normative”, ha dichiarato il Codacons, che ha monitorato da vicino la situazione. L’associazione ricorda che il caos legato alla validità degli autovelox è iniziato nel 2024, dopo una sentenza della Cassazione che ha dichiarato nulle le multe emesse da apparecchi non omologati.

Nel 2024, i primi 20 comuni italiani hanno incassato 62 milioni di euro grazie alle multe emesse tramite autovelox, ma questa pratica potrebbe subire una battuta d’arresto se non vengono rispettate le disposizioni. Non solo: circa il 60% degli autovelox fissi e oltre il 67% di quelli mobili in uso non sarebbero omologati, rischiando di invalidare ulteriormente il sistema di rilevamento e generare una valanga di ricorsi.

Gli automobilisti che dovessero ricevere multe da autovelox non censiti avranno quindi il diritto di contestarle, in base alla normativa che ieri è entrata in vigore.