Meloni a Napoli per Cirielli: “Campania non deve chiedere scusa, merita una classe politica all’altezza della sua storia”
Il presidente del Consiglio e leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ha partecipato a Napoli al comizio organizzato per sostenere la candidatura di Edmondo Cirielli alla Presidenza della Regione Campania. Dal palco del Palapartenope, Meloni ha parlato di entusiasmo, identità e responsabilità politica, rivolgendosi ad una platea gremita che l’ha accolta con applausi e cori.
«Voglio ringraziare Antonio, Matteo e tutti gli altri leader del centrodestra perché non siamo semplicemente una squadra affiatata, ma una comunità umana e politica fatta di persone che stanno insieme per scelta», ha dichiarato aprendo il suo intervento. Un passaggio con cui la premier ha voluto ribadire la compattezza della coalizione e l’appoggio convinto al candidato governatore Cirielli.
Meloni ha poi ringraziato Napoli per «la splendida accoglienza», sottolineando come la città sia «capace di regalare entusiasmo come poche altre». Un entusiasmo che per lei e per il centrodestra rappresenta «benzina», energia indispensabile «per venire in mezzo alla gente, raccogliere affetto, passione» e affrontare la complessità del governo del Paese: «C’è bisogno di tantissima energia per governare l’Italia come merita».
Nel suo affondo più identitario, il premier ha richiamato la grande tradizione campana: «Questa è una regione che non deve in alcun modo scusarsi. Pensate agli ingegneri e agli imprenditori che inaugurarono la prima ferrovia italiana, la Napoli–Portici. Pensate a Totò, a Caruso, a Sophia Loren, a Pino Daniele». Un elenco di simboli culturali e storici per ribadire la fierezza di un territorio che, secondo Meloni, deve pretendere «una classe politica all’altezza di quella storia».
Salendo sul palco, il presidente del Consiglio ha rilanciato il sostegno a Cirielli, definendo la Campania «una città magnifica e una regione unica che non deve chiedere scusa». «Siamo qui – ha concluso – per sostenere la sua candidatura, perché questa terra merita una guida forte, capace e orgogliosa della propria identità».
