Rottamazione cartelle, il governo punta a più rate ma risorse limitate
Il governo Meloni studia nuove modalità per la rottamazione delle cartelle fiscali, cercando di venire incontro al ceto medio senza compromettere i conti pubblici. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha sottolineato che le risorse disponibili sono limitate e che bisogna rispettare il rapporto deficit/Pil al 3%.
Il confronto riguarda taglio Irpef per redditi fino a 60 mila euro, requisiti pensionistici e, appunto, la rottamazione delle cartelle. L’ultima proposta prevede una “Quinquies” estesa anche a chi non ha pagato in passato, per risolvere le tensioni all’interno del centrodestra. Gli emendamenti della sinistra per limitarla a chi era decaduto sono stati ritirati per motivi di costituzionalità.
Il meccanismo non sarà un regalo ai “furbetti”: chi ha già usufruito delle precedenti rottamazioni e non ha pagato rimane escluso. I dati mostrano che fino a oggi circa 8 milioni di italiani hanno aderito alle rottamazioni, ma le precedenti edizioni hanno raccolto solo 38 miliardi dei 112 potenziali, con tassi di abbandono tra il 50% e il 70%.
Il nuovo piano prevede più rate di importi più piccoli, non inferiori a 50 euro. Per i casi più delicati, le rate massime saranno 96 in otto anni, invece delle 120 in dieci inizialmente previste. Chi non paga due rate, anche non consecutive, sarà escluso, secondo le regole delle rateazioni ordinarie.
Chi aderisce e non ha altre pendenze riceverà un piano di rateazione dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione entro massimo 10 giorni, senza versare quote iniziali. L’ipotesi di 120 rate rimane possibile solo per debiti maggiori, con un acconto del 5% per dimostrare affidabilità finanziaria. La rottamazione esclude sanzioni penali, danni erariali o bonus Covid e aiuti di Stato.
La questione cartelle è collegata alla riforma della Riscossione: dal 1° gennaio 2026, i ruoli e le vendite immobiliari saranno sospesi automaticamente, riducendo il potere discrezionale dei giudici. Dall’anno prossimo le cartelle dopo cinque anni diventeranno comunque insegnibili, rendendo prioritario svuotare il magazzino fiscale nei prossimi mesi.
