Capodimonte. Giorgio Benvenuto interviene sul lavoro e le sfide per le nuove generazioni
di Pino Cinquegrana *
Presso le Cascine ex Scuderie Farnesiane di Capodimonte (Viterbo) si è svolta una conferenza dal titolo “Il lavoro per le generazioni future – Quali prospettive?”, tenuta dal senatore Giorgio Benvenuto.
L’iniziativa è stata organizzata dall’Accademia Templare-Templar Academy di Roma, con il patrocinio del Comune di Capodimonte e della Pro Loco. A introdurre l’evento è stato l’ingegner Filippo Grammauta, Rettore dell’Accademia, che ha ricordato alcune tappe cruciali dello sviluppo tecnologico, dall’invenzione della stampa alla rivoluzione industriale, evidenziando come le grandi trasformazioni abbiano inciso sul cammino dell’umanità.
Benvenuto ha offerto una riflessione ampia e critica sul futuro del lavoro e sulla necessità di una politica rinnovata. Ha sottolineato come la subordinazione delle sinistre europee al neoliberismo abbia allontanato le élite dai giovani e dal mondo del lavoro, con la conseguenza di una frattura sempre più profonda tra classi dirigenti e società. «Occorre recuperare il senso pieno della politica – ha detto – basato sul rispetto, sul dissenso costruttivo e sulla progettualità».
Il senatore ha denunciato la prevalenza di “ciarlatani e influencer” nello spazio mediatico, ricordando invece l’urgenza di tornare a una politica dei redditi, della concertazione e della partecipazione, con un ruolo centrale per i giovani, la formazione e l’innovazione. Un tema che si intreccia con le sfide poste dall’intelligenza artificiale: «Chi non saprà fare i conti con essa rischierà l’emarginazione – ha osservato – ma può anche rappresentare una nuova frontiera da utilizzare in senso riformista e culturale».
Ampio spazio è stato dedicato anche all’Europa. Richiamando un saggio di Luigi Einaudi, Benvenuto ha paragonato l’attuale Unione Europea agli antichi stati italiani del Rinascimento, avvertendo che senza un percorso verso gli “Stati Uniti d’Europa” si rischia di ripetere lo stesso destino di irrilevanza.
Infine, ha posto l’accento sulla condizione dei giovani italiani: pochi laureati rispetto alla media europea, emigrazione crescente, mancanza di formazione adeguata e paura del futuro. «Il futuro non ci attende, ci dimentica – ha ammonito –. È necessario fare, reagire, agire. Dobbiamo fare in tempo».
Al termine della conferenza si è aperto un vivace dibattito con il pubblico. Il sindaco di Capodimonte, Mario Fanelli, ha portato il saluto dell’amministrazione, mentre il Rettore Grammauta ha ringraziato la Pro Loco, nelle figure del direttore Tonino Vallesi e del segretario Alfredo De Rosa, per la collaborazione all’organizzazione dell’evento.
* Giornalistica, antropologo e docente
