Francavilla Angitola. Il serpente tra mito e letteratura popolare: ne parliamo con l’antropologo Pino Cinquegrana

Il serpente quanto il drago è un tema ricorrente in molte leggende e miti di paesi calabresi e non solo, con riferimento alla protezione di tesori e di segreti nascosti. Nella tradizione quanto nel mito e nella cultura folclorica, il serpente è spesso visto come il guardiano di tesori. Su questa forma misterica che affascina il mondo popolare ne parliamo con l’antropologo Pino Cinquegrana che sull’argomento si è soffermato con i suoi studi sulla cultura popolare. Dagli studi emerge in particolare Francavilla Angitola, altrimenti conosciuta come “il paese del drago”. Guardando l’abitato dall’alto, infatti, disegna la forma di un drago. Secondo i racconti Francavilla Angitola sarebbe adagiata su un drago…

Quale è il mistero del serpente nella tradizione popolare?

In molte tradizioni paesane calabresi, il serpente è considerato il protettore di tesori nascosti nelle vicinanze di luoghi sacri, sotto le mura di castelli o di grandi montagne quanto di grosse pietre necessitano di formule magiche per potere elargire merenghe d’oro (come a petra cavarcata nei di Rocca Angitola) o ancora querce gigantesche nei pressi di fiumi parlanti. Questo legame può essere interpretato come un simbolo della sacralità e dell’inaccessibilità a ricchezze custodite a grossi serpente a una o due teste è spesso associato a divinità o esseri misteriosi che custodiscono qualcosa di prezioso narrati attraverso i cunti di na vota. Nel folklore europeo: Le leggende di tesori nascosti in caverne o luoghi remoti spesso narrano che un serpente o un drago sorveglia l’ingresso a casse piene d’oro e solo l’eroe coraggioso o il giusto individuo può superare le difficoltà: come la spada nella roccia, l’uccisione di draghi che il mito riporta alle menti attraverso leggende e racconti con l’inizio nc’era na vota…. Nei paesi fuori dall’Europa miti (Asia, Africa), il serpente è spesso visto come il custode di oggetti sacri o potenti, dominabile con pietre magiche, o attraverso conoscenze di formule magiche.

Ha mai sentito parlare del mito di Fafnir?

Fafnir era un drago (che potrebbe essere visto come un serpente) che custodiva un immenso tesoro, frutto della maledizione di un anello magico. Ad esso si unisce la leggenda di Grendel che domina il paese di Hrotgar lottato e vinto da Beowulf e che a sua volta trova similitudine con il racconto u serpri nta buttigghia di Rocca Angitola il cui rischio è quello di rimanere pietrificati e ritornare in vita solo attraverso formule magiche che stordiscono il serpente. Sembrano letture orientali e che invece accomunano terre del mediterraneo e paesi europei.

Quale è la relazione tra il serpente e l’energia sotterranea?

Il serpente è anche legato alle forze sotterranee e all’energia che scorre sotto la superficie della terra. In molte tradizioni, si crede che i serpenti vivano nei luoghi profondi, nelle caverne o nelle terre sotterranee, dove si trovano tesori nascosti o fonti di energia misteriosa. Lo si vuole associato anche quale figura causativa di terremoti.

Il serpente entra nel simbolismo esoterico cosa ci può dire?

Nel contesto esoterico e alchemico, il serpente è anche legato al concetto di trasformazione e conoscenza nascosta. Il tesoro nascosto, in questo caso, può essere interpretato come la verità o la saggezza che si trova solo dopo aver superato l’oscurità o l’ignoranza, rappresentata dal serpente stesso. Il serpente, quindi, potrebbe simboleggiare non solo una ricchezza materiale, ma una ricchezza spirituale o intellettuale, custodita fino a quando non si è pronti per accedervi.