Perugia. Porena punta al rettorato: “Unipg sia la casa del sapere libero, inclusivo e all’avanguardia”
Daniele Porena, professore ordinario di Diritto costituzionale e pubblico, è in corsa per la carica di rettore dell’Università degli Studi di Perugia. Alla base della sua proposta, una visione netta e ambiziosa: un ateneo più inclusivo, più innovativo, più indipendente. Tre aggettivi che non sono slogan, ma l’essenza di un progetto complesso e articolato che guarda al futuro dell’istituzione perugina con spirito partecipativo e determinazione.
La sua proposta programmatica, frutto di un lavoro condiviso con numerosi colleghi, è stata definita dallo stesso Porena come “un progetto di studio, quasi di ricerca”. Non si tratta, dunque, di un semplice manifesto elettorale, ma di una visione d’insieme che si fonda sul dialogo, sull’ascolto e sulla volontà di costruire un’Università capace di rispondere alle sfide del presente e del futuro.
Porena immagina un’Unipg in grado di innovare la didattica, di favorire esperienze di ricerca multidisciplinare, di abbattere gli ostacoli burocratici e di garantire pari opportunità a tutte e tutti. Al centro della sua idea di ateneo ci sono le persone: docenti, studenti, personale tecnico e amministrativo. A loro è rivolta la promessa di valorizzazione, crescita professionale, partecipazione attiva. Anche l’internazionalizzazione dell’Ateneo e il suo prestigio a livello europeo e globale rappresentano snodi fondamentali del programma, insieme a un forte impegno per il miglioramento delle strutture e per la sostenibilità ambientale, con l’idea – già concreta – di una comunità energetica al polo di Ingegneria.
Ma non solo. Tra gli obiettivi dichiarati figura anche il rafforzamento della sanità universitaria e il perseguimento del progetto legato alla costituzione delle aziende ospedaliero-universitarie, una delle sfide più rilevanti per l’Unipg nei prossimi anni.
Il ruolo del rettore, nella visione di Porena, è quello di un garante: non un uomo solo al comando, ma una guida capace di proteggere l’ateneo da pressioni esterne, siano esse politiche o economiche. “L’università non deve diventare l’orticello di nessuno”, dichiara con fermezza. E ancora: “Il sapere è un bene comune, e l’università deve restare un tempio laico della cultura, della conoscenza e del pluralismo”.
Per rendere più efficace la governance, propone la costituzione di una Conferenza permanente dei direttori di dipartimento e l’introduzione di deleghe a progetto e sotto-deleghe mirate, strumenti che possano facilitare il coordinamento e il dialogo tra le diverse anime dell’Unipg.
Daniele Porena non si limita a proporre un cambiamento. Propone una trasformazione profonda, alimentata da un’idea precisa di Università: aperta, partecipata, libera. Un’Unipg che sia davvero di tutti.
