Gioia Tauro, il Rotary rilancia il dibattito sulla Questione Meridionale

Il Distretto 2102 Calabria del Rotary International riaccende i riflettori su un tema cruciale e mai sopito: la Questione Meridionale. Un appuntamento significativo è in programma oggi, mercoledì 23 aprile, alle ore 17:30 nella Sala “Le Cisterne” di via Roma. Un evento che vuole riportare al centro del dibattito pubblico il ruolo del Sud – e della Calabria in particolare – nei processi di sviluppo economico, sociale e culturale dell’Italia.

“La crescita della Calabria passa dal coinvolgimento attivo delle sue energie migliori”, sottolineano gli organizzatori, rilanciando una sfida che è culturale, politica e civile. A guidare la riflessione sarà il Governatore nominato per l’anno rotariano 2026/2027, Gianfranco Saccomanno, che sottolinea l’attualità del tema:

“Lo studio della Questione Meridionale continua a offrire chiavi di lettura fondamentali per comprendere le dinamiche politiche che hanno segnato la storia del Mezzogiorno. È tempo di una nuova, consapevole riflessione, capace di generare proposte concrete per dare alla Calabria il ruolo che merita”.

Il Rotary, dunque, sceglie Gioia Tauro – cuore pulsante dell’economia calabrese e strategico snodo mediterraneo – per accendere un confronto costruttivo tra istituzioni, imprese, cultura e società civile. Un’opportunità per disegnare un nuovo percorso che valorizzi le potenzialità di una regione che, pur tra difficoltà, dimostra di essere in piena corsa verso il cambiamento.

Ad aprire i lavori sarà il sindaco di Gioia Tauro, Simona Scarcella, seguita da Vincenzo Barca, presidente del Rotary Club di Gioia Tauro, che introdurrà e modererà il dibattito. Tra gli interventi attesi, quello di Domenico Vecchio, presidente di Confindustria Reggio Calabria, mentre le conclusioni saranno affidate a Dino De Marco, Governatore eletto del Distretto Rotary 2102.

Un momento di confronto che vuole andare oltre la denuncia, proponendo una visione strategica e condivisa per il rilancio del Mezzogiorno. Con la consapevolezza che il futuro dell’Italia passa, inevitabilmente, anche dal suo Sud.