Là dove incontri il mare
Là dove incontri il mare
Dalle finestre aperte
il profumo del gelsomino, comincia
a chiamare a se, le ore che ci separano dal mare.
Quello che sento sulla pelle non è quel vento
che piegava le spighe di grano al suo passare.
E’ un vento che chiama a se la tempesta,
quella che ora mi porta via.
E’ il soffio
Lieve, leggero della vita!
Che disegna,
le sue indisegnabili radici.
La vita è come il mare e il mare è come la vita!
Sono una magia, uno specchio magico,
ove scorrono le nostre vite e
le speranze che ci facciano un giorno orizzonte.
E poi, che succede poi?
E poi niente, non accadrà niente!
Noi siamo sempre al di qua del mare,
siamo sabbia, freddo …
non potremo mai essere mare o oceano,
siamo fango!
Tu, io … non potremo mai essere mare
siamo limite, prigione, porte chiuse, solitudine!
Siamo impulso, perpetuo rimorso,
angoscia,distanza, quel rimorso che ruba
i suoni e i colori la speranza ai sogni nostri.
Ma siamo anche mani sospese in una carezza, e braccia
per un abbraccio che tremano sempre davanti
a un viso, a un bacio, a un sorriso.
Siamo mare o siamo riva?
Il luogo più sacro
Il respiro corto nel buio
le mani che si cercano
la libertà ritrovata
l’amore.
Noi siamo ciò che c’è
dove la terra smette di essere terra
e diventa spazio, infinito!
Questo siamo noi, infinito, amore:
E’ lì che ascolto il tuo cuore,dove
amo la tua bellezza, i tuoi colori!
Noi siamo la riva e amore …
siamo la traccia di un’esistenza,
siamo il segno si una carezza,
il bordo dei sogni perduti,
i confini feriti,
il mare dimenticato, questo siamo noi,
la simmetria dove entrare
e trovarsi dinanzi a un immenso:
l’amore!
Carezze che tremano sempre
prima di un bacio, di una carezza,
questo siamo noi: riva!
Il luogo più sacro,
la traccia, il segno,
il cuore del mare,
la bellezza di un attimo, di un ti amo
perduto, dimenticato da qualche parte.
Siamo il luogo più sacro
il più lontano del mondo!
Vincenzo Calafiore
