Mancanza di respiro? Un evento che non devi sottovalutare

Una sensazione bruttissima: la mancanza di respiro. Capita mentre si svolge un’attività o anche in altre situazioni, improvvisamente mentre si è al lavoro o anche quando si guarda la tv. Si tratta di un fenomeno da non sottovaluta. È infatti un messaggio che arriva dal corpo. Ma di cosa si tratta?

In termini scientifici la mancanza di respiro si chiama dispnea. Questa condizione si verifica quando i polmoni non riescono ad ottenere la giusta quantità di ossigeno, producendo una sensazione molto fastidiosa come quella dell’affanno. La respirazione è un processo naturale, mediante il quale gli alveoli polmonari trasferiscono ossigeno al sangue. Serve per eseguire tutte le reazioni chimiche all’interno dei singoli organi. La dispnea interrompe l’attività ponendo il corpo sotto stress e in alcuni casi con gravi conseguenze.

I sintomi dell’assenza di respiro sono simili tra i singoli soggetti. Si avverte un dolore e una pressione al centro del petto che porta a cercare nuova aria, iperventilando. Spesso la dispnea è collegata alla presenza di vertigini e alla perdita improvvisa dei sensi, ad esempio quando si svolge un’attività che prevede un certo impatto cardiaco, dato che il cervello non riesce ad ottenere la giusta quantità di ossigeno necessaria. In altri casi una sintomatologia evidente è quella che prevede fasi di apnea notturna, o nelle situazioni più gravi, la presenza di liquido nei polmoni o l’emissione di sangue quando tossisci.

La mancanza di respiro non è una malattia, ma un sintomo che riflette la presenza di problematiche fisiche o psicologiche. È un evento che può determinarsi in maniera sporadica o continuata e, una volta venuta meno la causa scatenante, scomparire. Tra le principali cause ci sono alcune forme di cardiopatie come: problematiche a livello delle valvole cardiache, un aneurisma o un infarto del miocardio. Le cause possono essere dal punto di vista polmonare, con la presenza di infiammazioni di diversa gravità, come bronchite, polmonite, l’asma o allergie. Nelle situazioni più gravi, la mancanza di respiro indica la presenza di un tumore ai polmoni o di un edema.

L’affanno è collegato a forme di intolleranze alimentari o a una dieta povera di vitamine e sali minerali necessari per il benessere del corpo, la cui mancanza è causa di gravi forme di anemia. Inoltre può essere anche la conseguenza di malattie gastrointestinali, come il reflusso gastroesofageo, o l’obesità, dato che l’eccesso di tessuto adiposo comprime le vie respiratorie. Ci può essere una componente psicosomatica, basta considerare che tra i sintomi collegati ai disturbi d’ansia è presente anche l’affanno.

Se le cause che portano alla mancanza di respiro sono di natura psicosomatica o collegate all’alimentazione, una volta eliminate, si torna alla normalità. Se invece sono di altra natura bisogna rivolgersi ad una struttura ospedaliera.